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La Moretta di Fano


“La Moretta di Fano”. Detto così, sembra quasi il titolo di una canzone di De André o il soprannome di qualche affascinante ragazza del posto. Invece no. La protagonista di questa storia è una “sorta di caffè corretto”.


E qui, parto proprio male: non bevo caffè e non bevo superalcolici. Potete quindi immaginare che per me la Moretta sia quasi un mistero. Non ho la minima idea di che sapore abbia; l’ho soltanto vista e sentita decantare dalla mamma e dagli amici.


Devo ammettere però che si presenta davvero bene. In un piccolo bicchiere di vetro trasparente, la Moretta mostra, quando è preparata a regola d’arte, tre strati ben distinti: quello inferiore, ambrato e trasparente, ottenuto dalla miscela di liquori e zucchero, quello centrale scuro, dato dal caffè e quello superiore, cremoso e color caramello dato dalla schiumina dell’espresso.Ah, dimenticavo, anche una scorzetta di limone da adagiare dolcemente sul fondo del bicchiere.


Ma come nasce la Moretta?


Secondo la tradizione più diffusa, la sua origine è strettamente legata al mondo della marineria fanese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ancora una volta, come accade per il brodetto (vedi n. 5 del Riflesso della Notizia), sono i pescatori i protagonisti di questa storia: uomini che, nelle fredde notti trascorse tra il porto e il mare aperto, avevano bisogno di una bevanda capace di scaldare il corpo e dare nuova energia prima di affrontare il lavoro e visto che a bordo e nelle osterie non si buttava via niente per evitare gli sprechi, perché non mettere insieme tutti i fondi delle bottiglie di liquore rimasti a un buon caffè caldo?


Però la reale origine della Moretta resta incerta, perché secondo un’altra ipotesi potrebbe provenire dal centro storico di Fano, dove gli spazzini la bevevano al mattino presto, sempre per rinvigorirsi prima di iniziare il lavoro*. E il primo riferimento documentato della Moretta è una pubblicità su un settimanale locale del 1908, nella quale il Caffè Cavour di Giuseppe Armanni la propone a 10 centesimi di lire* (*cfr. Samuele Sabatini, “101 perché sulla storia delle Marche che non puoi non sapere”).


E il nome?


Sembra derivi dalle etichette dei rum cubani dell’epoca, che raffiguravano donne di colore, da qui, con molta probabilità, il nome Moretta.

Al giorno d’oggi, in questo mondo sempre in corsa, esistono anche preparati in bottiglia che consentono di realizzare la Moretta in pochi minuti richiedendo solo l’aggiunta del caffè espresso. Una soluzione pratica, soprattutto per chi vuole portare a casa un ricordo di Fano e assaggiare la bevanda lontano dalla città.


Il gusto si può imitare, l’atmosfera meno. Per questo la vera Moretta continua a vivere soprattutto dietro il bancone dei bar che la preparano ancora secondo tradizione.

Ho scritto di una bevanda che non ho mai assaggiato. Eppure, tra storie di pescatori, ipotesi sul nome e strati di caffè e liquori, la Moretta ha smesso di essere un mistero, non è soltanto una ricetta, ma un piccolo racconto liquido della città di Fano.

Sa di porto, di mattine fredde, di lavoro e di ingegno.


Io continuo a non sapere che sapore abbia davvero. Ma dopo averla inseguita tra le sue storie, ho l’impressione che abbia il sapore delle cose buone, fatte con il cuore e tramandate nel tempo.


P.S. La Moretta, questa bevanda intensa e profumata, dal gusto forte, dolce e aromatico, è diventata nel 2006 un cocktail ufficiale AIBES (Associazione Italiana Barman e Sostenitori).


Ricetta della Moretta per la realizzazione a casa

Ingredienti per 2 persone


2 tazzine di caffè espresso

1 cucchiaino di brandy

2 cucchiaini di anice

4 cucchiaini di rum

2/4 cucchiaini di zucchero (dipende dal vostro gusto)

2 scorzette di limone

2 bicchierini di vetro trasparente, altrimenti non si vede la magia!


Procedimento

  1. Per prima cosa preparare il caffè.

  2. Versare i liquori in un pentolino e mescolare bene. Aggiungere lo zucchero e scaldare il tutto. Quando sta per bollire, spegnere il fuoco.

  3. Adagiare sul fondo dei bicchierini di vetro la scorzetta di limone. Attenzione quando si taglia a non arrivare fino alla parte bianca della scorza, altrimenti risulterà tutto più amaro.

  4. Versare prima il mix di liquori e poi versare lentamente il caffè bollente inclinando leggermente il bicchierino, così da rendere ben visibili i tre strati. Ovviamente un bicchierino alla volta!

  5. Et voilà, la Moretta fanese a casa tua è pronta!

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