Grazie a voi
- Carlo Pagnini

- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Quando ci si avvia al passaggio da un anno all’altro, si sente quasi l’esigenza di una piccola sosta. Di un tempo sospeso, nel quale riflettere se allungare la pausa stessa, o riprendere l’attività con ancora più slancio. È come se si giungesse a conclusione di una performance durata un anno. E Carlo Pagnini, che performer lo è per dote innata, ha scritto un breve componimento che spesso va, appunto, a chiudere i suoi spettacoli. Si intitola “Grazie a voi”, e ci è sembrato perfetto per questo numero de “Il Riflesso della notizia”.
Gioca con l’alternanza delle lingue (italiano e dialetto) resa immortale dal capolavoro di Pasqualón “Abbasso i critici”, peraltro anche cavallo di battaglia dello stesso Pagnini quando ne veste i panni, che ci spinge ad evitare la consueta traduzione, lasciando ai lettori tutto il divertimento della lettura, magari aiutati dal glossario ragionato e dal Link che rinvia ad un video in cui (a 1h e 28’) Carlo Pagnini stesso vi accompagna: https://www.youtube.com/watch?v=DaaIac4y-O8&t=1s
Grazie a voi
Amici… anche sta volta / an c’è pió gnent da dì!
Siamo arrivati al punto / ch’è ora d’ lascè gì!
Ci siamo divertiti! / A sém stat ben insiem!
Per ora ci lasciamo / mo forse a c’arvedrém.
Le ore in allegria / le pasa in t’un moment
anche se, a dire il vero, / le arman incis tla ment.
Fortuna che ogni tanto / s’ fà viv qualdun ch’invoja
a organizzar qualcosa / par fè sparì la noja.
E, quando ci riesce, / a pudém ringraziè
ma tutt la compagnia / anca s’la fnésc maché.
Del resto tutto termina / i fatt sia bei o brutt…
da quel che i vecchi narrano / fnésc propi sempre tutt.
Finiscono le guerre / dop fatt un gran bachèn;
finiscono gli amori / de quei ch’i s’ vo’ tant ben.
Finiscon gli anni verdi / ma i bei e ma i scalucch;
finiscono i quattrini… / è fnid le noc d’ Bacucch.
Sarà, forse, illusione / mo, certle volt, a pens:
che senza l’amicizia / la vita l’ann’ha sens.
Inoltre il malumore / el fa stè propi mèl.
Non merita gli elogi… / convien sempre scansèl.
È meglio un bel sorriso / insiem sa un compliment che ci fàn
star sereni / e, inoltre, an costa gnent.
Chi sparge l’allegria / an à da gì a cerchè,
dovendo far fatica, / co l’è che s’ha da fè ché
basta conversare, / sgambiè quatre parol…
ma non per criticare / che s’ no s’ va a rota d’ coll.
Senza colpir nessuno, / par stè a un cert livel,
si può parlar di tutti… / basta da non dì mèl.
Certo che, a questo punto, / qualdun pudria pensè:
“È meglio per chi ascolta / o par chi à da recitè!?”
Beh!… “Finchelabarcavà” / ch’ la vaga com la vo’
nessun potrà mai dire / chi è ch’ s’ divert de pió.
Certo se manca un pubblico / d’amich e conoscent
il far queste fatiche / an serviria gnent.
Pertanto un grazie a Voi / e un ma quei ch’an c’è;
un grazie proprio a tutti / e un grazie anca par me.
GLOSSARIO RAGIONATO
gnent = niente
c’arvedrém = ci rivedremo
ch’invoja = che invoglia, e che in dialetto fa (mirabile) rima con noja
scalucch = malmessi, dimessi, ineleganti
è fnid le noc d’ Bacucch = si rifà ad un vecchio detto, se condo il quale questo “Bacucch” aveva sette solai di noci (messe ad essiccare), e nonostante fossero tante, sono fi nite anche quelle, a dire che… appunto tutto finisce…
scansèl = scansarlo, ancora meglio evitarlo
a rota d’ coll = a rotta di collo, col significato, come in italiano, di a tutta velocità
pudria = potrebbe
o par chi à da recitè!? = per chi deve recitarlo (è evidente qui il richiamo all’idea della poesia come rappresentazione dal vivo, vera e autentica destinazione di questo componimento).





