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Dó perle peschèd e pers


Se ottobre era il mese della riflessione, novembre è senza dubbio il mese dedicato al ricordo e alla celebrazione di chi si è trovato ad interrompere il nostro comune percorso: la vita di ognuno, e ancora più quella di chi è così longevo da arrivare quasi a sfiorare il secolo, è costellata di perdite. Tra le tante Pagnini ha vissuto quella più “contronatura”: la perdita di due figli, gemelli scomparsi drammaticamente pochi giorni dopo la nascita.


La poesia che abbiamo scelto per novembre vede il poeta impegnato nell’impresa impossibile di lenire quel dolore indicibile. “Do perle, peschèd e pers”, ci porta un mare lontano, metafora del mare della vita. È stata composta nel 1972, ed ha trovato posto nell’antologico “Una vita sa… le mi stranezz” (Nobili Editore 1989), in “Basta Poch” (Cassa di Risparmio di Pesaro 1976), “Arciapland qua e là” per Editrice Flaminia (1983) e in “Sa un fil de luc” di Neftasia Editore del 2007, da dove abbiamo attinto e attingiamo ogni mese per realizzare questa nostra pagina.


Come ad ogni uscita, anche in questo numero trovate la poesia in originale “pantanese”, la traduzione poetica in italiano, un glossario ragionato e il link che rinvia ad un video in cui Carlo Pagnini stesso vi accompagna nella lettura: https://www.youtube.com/watch?v=KGTk32Kjo38


Dó perle peschèd e pers

Un pescador de perle el s’è tufèd,

tra tant pericol, in tel mèr apert.

Quant l’e arvnud só, seben ch’ann’era espert,

t’un’ostriga dó perle l’à truvèd.


Colme d’ felicità i le guardèva

mentre sa un’onda el mèr i le archiapèva.


I le à vést a gì gió fin in tel fond

senza pudéj fè gnent. E’ stèd un lamp.

T’un atim l’è pasèd dal ris al piant.

Paréva i fóss caschèd adoss el mond.


Che dolor ch’ l’avrà avud! An poss pensèi.

Ma mè m’è capitèd sa dó gemei.


Due perle pescate e perse

Un pescatore di perle si è tuffato,

fra tanti pericoli, in mare aperto.

Quando è riemerso, sebbene poco esperto,

in un’ostrica due perle ci ha trovato.


Colmo di felicità le rimirava

mentre con l’onda il mare gliele rubava.


Le ha viste andar giù, giù fino in fondo

senza poter far nulla. È stato un lampo.

In un attimo passa dal riso al pianto.

E sente che gli crolla addosso il mondo.


Che dolore avrà avuto! Non riesco a esprimerlo.

A me lo stesso è capitato con due figli gemelli.


GLOSSARIO RAGIONATO

pescador = pescatore

tufèd = tuffato

mèr = mare

arvnud so = alla lettera: rivenuto su - risalito in superficie - riemerso

seben = sebbene

i le à vést a gi gió = le ha (notare l’uso della à accentata come voce del verbo avere)

pudéj = poterci

i fóss caschèd adoss = gli fosse caduto addosso (il mondo)

An poss pensèi = non ci posso pensare - il poeta finge di non riuscire a comprendere e descrivere il dolore del pescatore

gemèi = gemelli, come in italiano, si usa per figli gemelli - il finale è folgorante e mozza il fiato

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