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Cristaiet, il Sapore dei Ricordi

26 ott
Tempo di lettura: 2 min

Giuro, questi mi erano proprio sconosciuti!

Sì, conoscevo i maltagliati, ma i Cristaiet, preparati con la polenta avanzata e la farina, originari proprio del nostro territorio, no.


A “sbloccare” questa ricetta è stato Valter, il papà della nostra Cinzia Vori, con un ricordo della sua infanzia. E, considerando che di anni ne ha ben 87, la sua è una testimonianza preziosa: una ricetta tramandata oralmente, attraverso i gesti della mamma e delle nonne, senza dosi precise né bilance, ma affidandosi all’esperienza e alla capacità di riconoscere la giusta consistenza dell’impasto.


Perché una volta si faceva così: si andava a occhio, si aggiungeva un po’ di questo e un po’ di quello, finché l’impasto non era pronto. Altro che grammi e millilitri! Quindi, sappiatelo: qui il q.b. (quanto basta) vale praticamente per tutto! Ma non disperate: cercherò di darvi qualche dritta per avvicinarvi il più possibile alla ricetta di Valter, consapevoli che il bello di queste preparazioni sta anche nel saperle fare… un po’ a sentimento.


Ma cosa sono questi Cristaiet, in dialetto Cresc’tajat e come li chiama Valter “Pataccucce”?

Sono una preparazione della cucina popolare marchigiana, legata in particolare all’area di Fano e al territorio pesarese. Una ricetta semplice, di origine contadina, nata in un tempo in cui ogni alimento aveva un valore e nulla andava sprecato. La fantasia e l’esperienza delle donne di casa permettevano di trasformare gli avanzi in nuove pietanze, buone e sostanziose.

La protagonista è la polenta avanzata dal giorno prima, che veniva impastata con farina di frumento e acqua tiepida. Si lavorava il tutto fino a ottenere un impasto della giusta consistenza, poi lo si stendeva sul tagliere formando una sfoglia piuttosto spessa.


Infine, con un coltello, si tagliava la pasta in pezzi irregolari, pronti per essere cotti in acqua bollente. Una volta scolati, andavano serviti asciutti, con un semplice sugo di pomodoro oppure, per una versione ancora più golosa e sostanziosa, con un bel sugo denso di fagioli.

Ed eccoci alla fine di questo piccolo viaggio nei ricordi di Valter, tra gesti antichi, cucina di recupero e sapienza tramandata di generazione in generazione.


È proprio questo sapere, fatto di esperienza e tradizione, a rendere i Cristaiet una testimonianza preziosa della nostra cultura gastronomica.


Perché, in fondo, recuperare una ricetta antica non significa soltanto riportare in tavola un piatto, ma mantenere vivo un pezzetto della nostra storia. E allora, dopo aver riscoperto questa piccola perla del nostro territorio, non ci resta che una cosa da fare: mettere le mani in pasta... anzi in polenta!


Ingredienti

metà farina di mais (o polenta avanzata dal giorno prima)

metà farina

acqua tiepida

q.b. sale q.b


Procedimento

  1. Impastare la farina di mais con la farina, il sale e l’acqua tiepida fino ad ottenere un panetto. Stendere con il mattarello fino a uno spessore di 2/3 mm. Una volta stesa si taglia a quadrettoni o rombi di circa 1,5 o 2 cm. Infarinare bene per evitare che si attacchino tra loro.

  2. Cuocere in acqua bollente. Scolare e condire con il vostro sugo preferito.


Valter consiglia il sugo con i fagioli: “Cucinare i fagioli borlotti in un tegame con olio, sedano, carote e cipolle, tutti interi, una costina di maiale, acqua e pomodoro. Passare una parte dei fagioli in modo da creare una cremina”.

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