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Wowo: la Nuova Meraviglia targata Crema


C’è stato un prima e un dopo Mirko Bertuccioli. Perché la scomparsa dell’eclettica e funambolica mente dietro il grande risveglio del fermento musicale pesarese anni 2000-2010 non può non lasciare segni.


Il prima è stato un segno abbacinante, anzi, per dire un termine appropriato: luccicante. I Camillas ci hanno fatto viaggiare in bilico tra un nonsense adagiato sulle nuvole e un divertito loop di esilaranti invenzioni pentagrammatiche.

La stessa linea di encefalogramma la ritroviamo nei Crema, che appunto è il “dopo” Mirko o “Zagor” che dir si voglia. I membri orfani, guidati da “Ruben” Vittorio “Toto” Ondedei hanno deciso, dopo un inevitabile periodo di smarrimento, che la giusta celebrazione dell’amico scomparso di Covid nel 2020 era quella di continuare nel suo solco a creare percorsi musicali inevitabilmente spiazzanti.


E così nel 2021 hanno ripreso strumenti e neuroni in mano e dopo due anni di elucubrazioni, nel 2023 è uscito “Cinema Soda” con capolavori lisergici quali “Ragazzo” o “Botte” seguite dalle ammalianti e accattivanti “Lepri” e “Europop”. Poi in giro qua e là per Italia e anche tanta Svizzera (Lugano è oramai una seconda patria) a portare il nuovo verbo prodotto, finchè a Natale 2025 si è rivelato al mondo il singolo che il mondo probabilmente non era ancora pronto a vedere: “ワンワン” (italianizzato in “Wan-Wan”). Un autentico delirio post-punk italo-giapponese dove il trio pesarese spiazza il pubblico come a calcio un rigorista esperto col portiere.


Il ritmo è travolgente, da pogo anni ’90 e lo slang cantato dal batterista Enrico Liverani è accostabile in tutto e per tutto a quello del classico nipponico arrabbiato col mondo. Ma questo è solo un clamoroso incipit all’album che vede il suo debutto sul mercato a gennaio di quest’anno: “Wowo” perché il semplice “Wow” non basta più (e che diamine). 8 pezzi condensati in 20 minuti di centrifuga mentale accelerata.


La nuova collezione di inediti parte con “Vorrei”, la più orecchiabile di tutte dalla quale è stato tratto un video che al solito accosta fisica e metafisica del surrealismo cosmico, con la voce alta e graffiata di Daniel Terenzi (aka Danielle, per chi ne ricordasse le gesta di un X-Factor di qualche anno fa) a farlo da padrone. Si prosegue con “Brividi”, dove “Toto” Ondedei ci racconta con nonchalance di draghi ghiacciati vestiti di rosa e cigni bianchi e feroci portandoci in un mondo che conosce solo lui e stranamente ci piace lo stesso. Il finale è tutto da gustare anche se conviene non ascoltarlo mentre si è alla guida (no spoiler).


Dopo la pirotecnica “Wan Wan” ecco “Vulcano” che illumina teneramente sui sentimenti che provano queste montagne bucate che fuoriescono lava. Poi è il turno della spiazzante e folle “Mamma! Ho sete!”.


E quanti di noi sono mai stati fermati dalla polizia ad un posto di blocco ed hanno potuto passarla liscia grazie al loro status di rock star? In “Incredibile” succede proprio questo. “Miami” si poggia su un giro di basso ipnotico che offusca la mente e impedisce di distinguere se titolo e ritornello si riferiscono alla città americana della Florida o al dubbio amletico che serpeggia in testa ad ogni innamorato.


Il finale è per “Dribbling sulla luna” dove i nostri eroi celebrano tra ritmi caraibici con profusione di marimbe, congas e djembe, lo sport nazionale italiano (che campeggia anche nella copertina del disco) immaginando il più grande calciatore di tutti i tempi Diego Armando Maradona intento a portare il suo genio calcistico, come già fece a Napoli tanti anni fa, in un campetto di periferia, forse la perifieria più lontana possibile: quella costellata di crateri del pallido satellite lunare.


E qui si chiude, guardando la terra da lontano e facendo “Ciao” con la mano (cit. “Ragazzo”) alla prossima stralunata esplosione di suoni e parole targata Crema.

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