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Sanremo e il Magistero della Chiesa


Vi propongo un insolito duetto: non cantante e altro cantante come si usa a Sanremo, ma testo di una canzone e testo del Magistero della Chiesa.


Credo che Sal Da Vinci lo sappia che papa Francesco, nell’esortazione Amoris Laetitia, ha parlato di quel “Per sempre sì”, e credo anche che sia convinto che, ciò che dice il testo della sua canzone, se anche non avesse vinto Sanremo, lo avrebbe fatto comunque “vincere” nella sua vita.


Una promessa di matrimonio rinnovata per l’eternità, con le sonorità tipiche del pop partenopeo, è più che una canzone romantica, è vera: «Io te lo prometto davanti a Dio … Saremo io e te per sempre, legati per la vita che senza te non vale niente, non ha senso vivere». Come scrive papa Francesco: «chi è innamorato non progetta che tale relazione possa essere solo per un periodo di tempo, chi vive intensamente la gioia di sposarsi non pensa a qualcosa di passeggero. Nella stessa natura dell’amore coniugale vi è l’apertura al definitivo».


E Sal Da Vinci: «Abbiamo sognato figli in una grande casa e superato tutte le difficoltà. Perché un amore non è amore per la vita, se non ha affrontato la più ripida salita».

L’amore cristiano è oltre l’emozione, non è un sentimento passeggero, ma l’impegno di volere il bene dell’altro in modo definitivo. Papa Francesco parla di «spiritualità della quotidianità», parla di pazienza e perdono:


«Amare per sempre significa saper scusare tutto e guardare oltre i difetti del coniuge, riconoscendo che la persona non coincide con i suoi limiti». Invita a gestire il conflitto senza negarlo, perché il conflitto non è il fallimento dell’amore, ma una sua fase: «Per quanto ferita possa essere una famiglia, essa può sempre crescere a partire dall’amore. La forza della famiglia risiede essenzialmente nella sua capacità di amare e di insegnare ad amare».


«Scegliere il matrimonio in questo modo che esprime la decisione reale ed effettiva di trasformare due strade in un’unica strada, accada quel che accada e nonostante qualsiasi sfida».


Ancora Sal Da Vinci: «So bene che è una grande incognita il futuro, ma insieme a te non mi spaventerà perché costruiremo tutto ma non alzeremo un muro».


L’amore coniugale, aggiunge il papa, ci mostra il per sempre non come un fardello o un obbligo astratto, ma come una bellezza da scoprire e come un processo dinamico che cresce e si perfeziona nel corso di tutta la vita, come «una scelta contro la cultura del provvisorio», che «significa dire all’altro che potrà sempre fidarsi, che non sarà abbandonato».


E la frase che più mi piace della canzone sanremese: «Un semplice sì, l’Eternità è dentro una parola». Non è quindi semplicemente vivere insieme, ma amarsi per sempre, con la A maiuscola.


Come dice il papa: «È imparare a guardare l’altro con gli occhi di Dio, che vede il valore immenso della persona oltre le sue fragilità e i segni del tempo».


«Accussì sarrà pe sempe sì». E solo accussì.

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