Entra nel Segreto
- Suor Cinzia

- 16 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Con questo invito, il mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. Leggiamo nel Vangelo: «Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto» (Matteo 6,6).
Leggiamo nella Treccani: «Segreto: cosa o fatto che si tengono nascosti dentro di sé e non si rivelano a nessuno». E ancora «Appartato. Per estensione, di cosa che, senza essere ignorata, non è accessibile o è accessibile solo a un ristretto numero di persone. Riposto, intimo, interiore, profondo: della parte più riposta del mio cuore. Più spesso, di ciò che avviene o che si forma nell’intimo (della mente, del cuore) e riferito a sentimenti che rimangono chiusi nel cuore, che non si palesano».
«Entra nel segreto»: un invito a un tu per tu con se stessi, con qualcosa che, chiuso dentro di noi, non si rivela a nessuno, o che non si palesa neppure a noi stessi. Eppure Dio lo abita, vi si trova già anche se non invitato, è già presente anche se noi non lo siamo. Dio è nel segreto.
Allora entrare in questa camera e chiudere la porta significa incontrare Dio perché Lui sveli ciò che siamo a noi stessi.
È un invito alla preghiera non tanto per confidare a Lui qualcosa di noi, ma piuttosto per ascoltare da Lui il tutto di noi. Un segreto che ci viene palesato nei movimenti del cuore, nei nostri desideri, nei nostri pensieri, nel nostro sentire, nel nucleo sorgivo della nostra
persona, perché prima che dal nostro Io, sono abitati da Dio.
«Ascoltiamo in questa Quaresima, la voce del Signore che non si stanca di ripeterci:
entra nel segreto. Entra nel segreto, ritorna al cuore. È un invito salutare, per noi che spesso viviamo in superficie, che ci agitiamo per essere notati, che abbiamo sempre bisogno di essere ammirati e apprezzati. Senza accorgercene, ci ritroviamo a non avere più un luogo segreto in cui fermarci e custodire noi stessi, immersi in un mondo in cui tutto, anche le emozioni e i sentimenti più intimi, deve diventare “social”.
Persino le esperienze più tragiche e dolorose rischiano di non avere un luogo segreto che le custodisca: tutto dev’essere esposto, ostentato, dato in pasto alla chiacchiera del momento. Ed ecco che il Signore ci dice: entra nel segreto, ritorna al centro di te stesso. Proprio lì, dove albergano anche tante paure, sensi di colpa e peccati, lì il Signore è disceso, è disceso per sanarti e purificarti». (Papa Francesco, omelia del Mercoledì delle Ceneri 2024).
Quando abbiamo il coraggio di guardarci dentro, nel segreto, possiamo scoprire la presenza di un Dio che ci ama e ci ama da sempre; possiamo lasciare che si frantumino le corazze che abbiamo costruito e possiamo lasciarci amare da un amore che scopriamo essere eterno. La Quaresima diventa così un tempo non penitenziale, ma vitale, non tempo di mortificazione, ma di vivificazione. È il tempo in cui il seme dentro la terra inizia a germogliare. La Quaresima inizia sempre in inverno, che è l’ultima delle stagioni, e termina sempre in primavera.


