Nubi di ieri sul nostro Domani Odierno
- Matteo Fattori

- 6 ore fa
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PESARO – Il titolo è preso in prestito dall’omonima canzone di Elio e le Storie Tese e riassume appieno quanto detto il 5 giugno dalla dirigenza della Victoria Libertas facendo il punto sulla stagione trascorsa e lanciando messaggi su quella futura.
Se i tifosi cercavano una conferenza stampa tutta baci, abbracci e frasi di circostanza, hanno decisamente sbagliato indirizzo.
L’incontro con i media della Victoria Libertas Pesaro, ospitato nella sala convegni di Banca di Pesaro, è somigliato molto di più a una sessione di “disinfestazione mediatica”. A due settimane esatte dall’eliminazione dai playoff per mano di Rimini, l’ex presidente Valli e l’AD Alessandro Dalla Salda si sono presentati con il coltello tra i denti per rispondere a quella che hanno definito una pioggia di fantasie giornalistiche e non. Insomma, i vertici societari ci hanno tenuto a precisare che no, non stavano nascondendosi in cantina, ma erano lì a metterci la faccia. E anche a ridisegnare una mappa della Vuelle che, al momento, assomiglia parecchio a un cantiere a cielo aperto.
L’unica vera certezza incrollabile in questo mare mosso rimane la governance: il Presidente del Consorzio Basket Pesaro, Franco Arceci, ha sciorinato i numeri con l’orgoglio di chi ha superato la tempesta. I 21 consorziati restano al loro posto a tenere in piedi la baracca. Insieme alla fitta rete di grandi e piccoli sponsor del territorio, la continuità sportiva è salva.
Certo, per fare i colpi da capogiro serve sempre qualcosa in più, ma intanto il cuore pulsante del basket pesarese continua a battere, anche se con un filo di ansia e di tachicardia.
Andando al sodo: il bilancio è in rosso. La cosa era però prevista, ma il piano A – che sperava di tappare le perdite con l’arrivo di un nuovo title sponsor – è clamorosamente sfumato. Di chi sia la colpa della mancata firma non è dato saperlo con precisione chirurgica, ma il risultato è che la gestione Dalla Salda si ritrova a dover fare i conti solo con le risorse provenienti dal Consorzio e dal tessuto economico locale.
Per dare una sfoltita ai costi e far respirare le casse, l’AD ha annunciato una spending review che si preannuncia dolorosa: l’obiettivo è andare a caccia di transazioni e rimodulazioni dei contratti pluriennali dei dipendenti della società. Accordi pesanti firmati dalle passate gestioni che oggi, con i nuovi chiari di luna, non sono più sostenibili.
Nel frattempo, il presidente Valli ha deciso di fare un passo di lato e dare le dimissioni. Un addio? Più che altro un “vediamo chi ci tiene davvero”. Valli, che l’anno scorso ha ripianato le perdite di tasca propria, ha definito la sua mossa una strategia per stanare nuovi imprenditori del territorio e costringerli a uscire allo scoperto. Anche il suo sogno del “Super Consorzio”, per ora rimasto nel cassetto delle buone intenzioni, non è stato accantonato: l’ex presidente promette di non mollare l’osso.
Sul lato sportivo, via il dente e via il dolore: coach Spiro Leka non è stato confermato. Una scelta aziendale legittima, certo, ma che interrompe bruscamente la bella identità di squadra costruita nell’ultima stagione.
Insieme al coach, prepariamoci alla diaspora dei giocatori. Dalla Salda è stato onesto: davanti alle offerte del mercato, la VL non ha argomenti (leggi: euro) per trattenere i big. L’AD ha però voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, ricordando che durante l’anno ha resistito alle sirene di mercato rifiutando di vendere i pezzi pregiati a stagione in corso. Un rischio calcolato per provare a salire in Serie A che smentisce i complottisti del “tanto la società non vuole andare su per risparmiare”, anche se ha privato il club di qualche bella plusvalenza immediata.
I saluti, d’altronde, sono già iniziati e fanno male.
Si concretizza infatti la diaspora del roster con addii pesantissimi, a partire da quello dolorosissimo di Bucarelli, vero e proprio eroe e capitano della stagione appena trascorsa, seguito dalle partenze altrettanto significative di Bertini, Maretto e Aromando.
E quindi, come si fa la squadra quest’anno? Semplice, si sposa la linea verde. Dalla Salda ha confermato che si punterà tutto su giovani di ottimo potenziale. Spazio, come e più dell’anno scorso, alla freschezza, alla corsa e a ragazzi futuribili, sperando che l’entusiasmo della gioventù compensi la rigidità del budget.
Al momento lo scenario per chi resta è pieno di incognite. Stefano Trucchetti e Nicolò Virginio sarebbero teoricamente vincolati, ma su di loro pende la fortissima tentazione di un volo di sola andata verso i college americani. NCAA che con le nuove regole del NIL, di fatto sta drogando un po’ tutto il mercato mondiale dei giovani talenti.
Situazione in divenire anche per Regimantas Miniotas ed Elhadji Fainke, che hanno sì un accordo per il prossimo anno, ma anche una clausola di fuga utilizzabile entro fine giugno. L’unica vera certezza sulla carta rimarrebbe Matteo Tambone, sul quale però, data la strepitosa stagione appena trascorsa, stanno già cantando in modo parecchio ammaliante le sirene di mercato, in particolare dalla vicina Rimini.
La programmazione per le prossime settimane seguirà una logica tutta sua, praticamente al contrario rispetto ad altre squadre di A2: la squadra verrà per ultima. Prima si sistemano i quadri societari e si fa spending review sul personale, poi il nuovo allenatore sceglierà la squadra. E al timone della truppa salirà quasi certamente Giorgio Valli, 64enne di Modena, vice di Ettore Messina negli anni d’oro della Virtus Bologna di inizio millennio e già assieme a Dalla Salda a Napoli due anni fa, dove riuscì a conquistare una rocambolesca salvezza in Serie A.
Dalla Salda però sa quel che fa: ha ricordato che sia a Napoli che a Pesaro ha già gestito rivoluzioni totali portando a casa ottimi risultati. Certo, quel famoso “progetto triennale” sbandierato la scorsa estate si è sciolto come neve al sole davanti alla dura realtà economica.
Per la Victoria Libertas, da oramai quasi 15 anni, si prospetta l’ennesima estate di passione e fantasia al potere, dove il talento della dirigenza dovrà fare i miracoli per far quadrare i conti e far divertire ancora una volta il pubblico al punto di far tornare di nuovo 9000 persone alla Vitrifrigo Arena come in garacinque di playoff in quello che è stato l’ultimo atto sportivo di una stagione comunque esaltante.



