Magari Fossimo Annoiati...
- Beatrice Terenzi

- 16 feb
- Tempo di lettura: 2 min

L'Italia canta. Dopo i Giochi Olimpici, ecco Sanremo. Sport e note. Più spartiti che prestazioni atletiche. La kermesse canora è uno degli eventi più seguiti in tv. Più dei telegiornali. Più della vita. Fuori. L’attenzione va sulle canzoni.
Fino a qui tutto bene, se il nostro interesse fosse anche su altre cose. E invece no. La guerra, quella più mediatica, Russia-Ucraina, ha «ormai stancato». L’altra, quella «meno importante», resta «meno importante». E quindi? Duettiamo sì. Un mondo al contrario. Il motivo? La gente cerca leggerezza. La gente appunto. Ma poi ci sono gli altri, i pochi altri. Quelli che hanno i bottoni di accensione dell’orribile.
Eppure anche loro sono stati bambini, anche loro hanno delle famiglie, anche loro magari hanno un hobby. Dimmi quanti soldi hai e ti dirò chi sei. Ecco. Ma non è solo il vile denaro
a spostare gli equilibri. C’è qualcosa di superiore alla moneta, quella la si lascia ai «collaboratori» dei conflitti. Il potere è il vero padrone di tutto. Anche di noi che di potere
non ne abbiamo neppure una briciola. Ma per assurdo siamo noi ad alimentarlo e a «consegnarlo» ai pochi che lo gestiscono e anche male.
Noi ci accontentiamo di canzonette e pop corns. Loro le canzonette ce le cantano, stordendoci. È tutto un «magna magna» nel piatto di un pianeta ridotto allo stremo. Ma che ci importa. Abbiamo Sanremo. Che poi è anche divertente. Lo guardiamo tutti. Ma poi bisognerebbe anche guardare altro. Riflettere su altro. Il mondo va a rotoli, non solo l’orso bianco senza la lastra di ghiaccio. È un effetto domino. Prima la foresta che cade e poi noi, birilli di un sistema che non ha più la forza di autoreggersi.
Magari fossimo annoiati, questo stato ci spingerebbe a uscire in giardino e cercare la novità. Siamo appagati, che è peggio. Ma appagati di cosa? Che non abbiamo più niente. E intanto continuano i dissidi internazionali, pochi «godono», mentre noi facciamo il toto Sanremo.



