Gli Esami di Scuola Media non devono Annientare la Fanciullezza
- Beatrice Terenzi

- 6 ore fa
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Gli esami. Nella vita, i primi ufficiali sono quelli scolastici. Si parte dalla scuola media. Entro fine giugno è tutto finito. Ma agli studenti questa esperienza resta. È il giro di boa. Da bambini a giovani.
In alcuni istituti gli insegnanti ci vanno giù pesante con le prove. Non dico che deve essere un evento goliardico, ma neppure un affare di stato. A volte si perde la leggerezza dell’erudizione.Non che le materie debbono essere prese in maniera superficiale, ma neanche affrontate a muso duro.
Ecco che nelle prove scritte piuttosto che in quelle orali si costringe lo studente a un salto all’ostacolo troppo alto e non necessario. Un test privato della sua essenza. L’esame di terza media dovrebbe essere un punto di osservazione dei tre anni vissuti all’interno delle mura scolastiche, ma anche uno sguardo verso il futuro che si apre ricco di aspettative e sogni. Questa visione che dovrebbe all’origine essere intrisa di carica emotiva, spesso, per prove complicate per partito preso e non per una motivazione didattica, viene macchiata, ribaltata, distorta.
In terza media, dietro al banco, non ci sono neonati, ma neppure adulti. Siamo di fronte a forme di vita ancora in via di definizione che nella scuola, dopo l’ambiente familiare, dovrebbero trovare il loro tronco dell’albero da arrampicare fino ai rami più vicini al cielo per poi affacciarsi al mondo.
I testi scolastici, le formule matematiche, le regole dell’educazione civica come l’ora dell’espressione motoria occorre che si evolvono, si adattano, si proiettano verso la modernità.
E al contempo offrano gli strumenti adatti per fare sbocciare in ognuno di noi lo spirito critico.
A volte sarebbe cosa buona e giusta mettere da parte concetti ormai superati o comunque lontani dalla consapevolezza di questo momento storico e creare cappotti ideali per coprire i giovani di oggi dalle intemperie della vita. Attenzione, coprire, ma non soffocare.
La libertà individuale, la mente che viaggia, il corpo che si mostra con fierezza sono tutte caratteristiche per spingere i ragazzi contemporanei a galoppare questo pianeta senza paura, ma con rispetto. Soprattutto non annientando la purezza della fanciullezza.
I macigni sullo stomaco possono ancora aspettare. Arriverà anche il loro tempo.
Ma adesso, dall’esame di terza media lo studente deve uscire con il sorriso sulle labbra. Il bagaglio culturale non necessariamente è uno zaino che spacca la schiena.
Trasmettiamo agli adulti di domani leggerezza. Perché senza leggerezza lo studio scolastico e poi lo studio della vita perdono il loro vero valore. L’amore della scoperta, l’amore della curiosità, l’amore della ricerca, l’amore per se stessi.


