Le Buone Intenzioni per il 2026: risalire la China
- Beatrice Terenzi

- 6 giorni fa
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Le buone intenzioni per l’ anno nuovo. Non esistono più. O meglio gennaio è il mese del “ricominciare”. Ma cosa? Non sarebbe meglio azzerare? È un momento storico davvero complicato. È difficile decifrarlo, figurarsi viverlo. Ma bisogna provare. Buttarsi. Con il cuore. Il buon animo salverà il mondo.
Ma il mondo vuole essere salvato? Magari vorrebbe disintegrarsi in un nuovo Big Bang. Un mio collega mi diceva sempre: “Meritiamo l’estinzione”. A una frase così si sorride. Ma nella sua assurdità logica fa riflettere. Vogliamo davvero salvarci da tutto questo? Sembriamo schegge impazzite. Ognuno nella sua direzione che è però opposta a quella degli altri. Delirio di potenza. Giustizia privata. Senso del possesso. L’elenco è lungo.
I buoni propositi sono dentro le case nel bosco. Se usciamo dalle colline verdi solo macerie. Sotto le quali i sentimenti, il rispetto, il senso della comunità, la voglia di crescere, la via da percorrere insieme, la generosità, l’ascolto dell’altro sono schiacciati. Gli interessi di pochi condizionano i sogni di tutti gli altri. È un circuito chiuso. Una giostra senza controllo.
I buoni propositi per il 2026 io ce li avrei. Li sto scrivendo nel mio diario segreto che sta dentro il comodino, a fianco al letto. Io tenterò di realizzarli. Ma quanti comodini resteranno con il cassetto sigillato? Ci vuole coraggio per essere buoni e bravi. Più di essere malvagi e non bravi. Ormai va tutto al contrario. È come navigare controcorrente. Siamo tutti salmoni. Risalire la china. Ecco il primo buon proposito per il nuovo anno.





