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L' "Amico" robot , la bambola evoluta, nuovo giochino da maneggiare però con cautela

11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Gli uomini hanno l’istinto di schiavizzare.

Hanno iniziato con gli indiani d’America per poi passare agli indigeni d’Africa. L’elenco è lungo. Il tutto nasce dal senso di superiorità di alcune razze e anche dalla pigrizia. Sì è vero possono sembrare all’apparenza due concetti tra loro distanti, ma invece si nutrono purtroppo l’uno dell’altro.


Da una parte il pensiero che certe popolazioni, magari per “colpa” del luogo dove vivono o peggio per la fisiognomica sono inferiori ad altre, dall’altra l’istinto di obbligare altri a fare ciò che non si ha voglia di fare per svariati motivi, il più gettonato il fatto che siano occupazioni pesanti, in particolari impegnative fisicamente.


Sull’argomento ci sono drammi storici che non basterebbe una vita per raccontarli. Situazioni che ancora oggi persistono. Ma ora c’è una novità il robot umanoide.


Già spuntato in romanzi futuristi e film di fantascienza, ma oggi è diventato una realtà.

Ci sono pure le Olimpiadi dei cyborg. E quello che è più pazzesco è che riempiono gli stadi di gente invasata.


Il significato di robot proviene dalla parola ceca robota che vuole dire lavoro pesante, a sua volta derivante dall’antico slavo ecclesiastico robota ovvero servitù. Ecco, l’umanoide nasce come nuovo mulo. Fortuna per gli asini. E fino a qui potrebbe andare tutto bene, o quasi.


Ma il problema allarmante è che l’invenzione non si ferma qui. Se una macchina antropomorfa è in grado di svolgere, più o meno, indipendentemente una mansione al posto dell’uomo si apre un mondo.


Ci siamo già alleggeriti in casa grazie all’aspirapolvere automatico. Tanti applausi e tante ore guadagnate. Ma lo stesso stato d’animo gioioso scaturisce se ci troviamo un robot alla cassa? O un robot che scarica i bancali? O un robot in segreteria?


Fino a qualche minuto fa erano gli immigrati a “fregarci” il lavoro duro e sottopagato: raccolta dei pomodori sotto 50 gradi, lavapiatti nel pieno della stagione balneare.

Nuove forme di manovalanza e di intelligenza artificiale stanno entrando nella nostra quotidianità.


Sono realtà nuove, cibernetiche, che sicuramente cambieranno le nostre abitudini, i nostri ritmi, la nostra visione. Lo scopo terminale è diventare sempre più sedentari.


Ma non è che alla fine, in mezzo a tanta grazia, ci annoieremo? E si sa che quando il corpo cede, anche la mente si spegne.

E dopo sono guai.


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