In pieno Medioevo
- Marta Scavolini

- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Il territorio provinciale di Pesaro e Urbino è ricco di testimonianze civili e militari di epoca medioevale al contrario della nostra città che, se pur decisa mente interessanti, ne presenta pochissime.
Ciò è dovuto principalmente a due fattori: le modificazioni urbanistiche avvenute nei secoli successivi, anche in maniera massiccia e in minor misura, i bombardamenti alleati della II guerra mondiale. In sostanza, a parte l’architettura sacra (il complesso paleocristiano della Cattedrale, i portali delle tre chiese appartenenti agli ordini mendicanti - Francescani, Domenicani e Agostiniani, la Basilica dei Santi Decenzio e Germano presso il Cimitero centrale e la Chiesa del Beato Pietro sul Colle S. Bartolo - alle quali dedicheremo puntate ad hoc) pochissimi sono gli scorci che nel centro storico raccontano i secoli che vanno dall’anno Mille al 1492.
La città nella sua topografia si è conservata più romana che medioevale. Nulla è rimasto delle opere difensive dei cosiddetti secoli di mezzo: la torre dell’XI secolo collocata appena fuori l’odierna via S. Francesco chiamata “il Cassero”, quella posta fuori al “Voltone della Ginevra” del XII secolo denominata il “Gattolo” e la “Fortezza del Testamento” voluta nel 1296 da Malatesta lo Sciancato presso Rocca Costanza.
Non sono rimaste neppure le numerose case-torre che, alla guisa di città come S.Gimignano, svettavano nel tessuto urbano. La più importante di queste era forse la “Torre degli Almerici” che si innalzava dalla Platea Magna (ovvero “Piazza del Popolo”) all’angolo con via del Vescovado (oggi via Rossini). Di tutto ciò abbiamo testimonianza solo nei documenti dell’epoca e in qualche particolare “manufatto”. Chi volesse infatti farsi un’idea di come poteva apparire Pesaro in quei secoli può recarsi alla Chiesa di S. Agostino per ammirare il bellissimo coro ligneo le cui tarsie quattrocentesche raccontano visivamente quel mondo scomparso.
Comunque qualche piccolo relitto, per quanto non sempre certo, dell’urbanistica medioevale è ancora rintracciabile in alcuni vicoli del centro storico. Una caratteristica dell’edilizia del tempo era l’utilizzo di “volte coperte”, archi cioè che formando androni permettevano alle vie di passare al di sotto delle abitazioni.
Ne abbiamo esempi in: “via dell’Ombra”, un vicolo che si trova alle spalle del Palazzo della Questura dietro via Giordano Bruno, sul finire di via Branca verso Piazza Lazzarini (chiamato “volto di S. Antonio” e risalente probabilmente al periodo sforzesco, XV sec. ) in via del Vallato e nella zona dell’antico Ghetto cittadino accanto a via Castelfidardo il voltone più celebre chiamato “il Voltone della Ginevra”.
La tradizione vuole che il nome derivi da una moglie di Gianciotto Malatesti, signore di Pesaro, che qui aveva dimora. È in questa zona che sorgevano la “Torre del Gattolo” prima ricordata e poco distante, fuori le mura, la chiesa di S. Nicola del Porto.





