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Il 2023 sarà l’Anno della Pazienza e della Cura

E con il sole anche di notte. O almeno nei propositi


Il 2023 sarà l’anno della pazienza e della cura. O almeno nei propositi. È ora di coccolare i dettagli. Di scegliere dove concentrare le energie. Negli affetti, nell’amor proprio, nel tempo.


Il bene più prezioso. Donare il nostro tempo per un progetto, per una causa o semplicemente a un familiare. Sarà l’anno del sole anche di notte. O almeno ci si prova. Investire sul rispetto, ma anche sulla ricerca e sullo sviluppo. Che poi sono la stessa cosa. Bisogna lavorare sulla cooperazione, sulla solidarietà, sull’accoglienza.


E poi c’è la gestione del conflitto tra corpo e coscienza attraverso l’allestimento di una dimensione dell’armonia degli opposti. Il nuovo mondo non è altro che una civiltà dove le diversità sono ricchezze non aridi conflitti. Dove la salute è un servizio efficiente per tutti, qualunque sfera sociale appartieni. Dove l’impiego è opportunità e creatività. Dove al primo posto c’è la vita, la dignità, l’uguaglianza.


L’anno nuovo dovrebbe preparare i binari per il transito dell’ascolto, del perdono, ma anche del senso critico, dell’identità come senso di appartenenza. In natura non ci sono confini, ma solo acqua, terra, cielo e aria. Fermare i flussi umani o di idee è tracciare muri artificiali. Un giorno dovremo rendere conto ai nostri figli e ai nostri nipoti di morti, sofferenze e pensieri ingabbiati.


La politica e i governi, di qualsiasi credo, devono rappresentare il popolo, con tutte le sue contraddizioni, umori, limiti e finitezza. Ma anche con tutta la sua potenzialità, entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. È ora di essere pronti all’amore in tutte le sue forme, alla bellezza delle persone, di qualunque colore, ceto e preferenza sessuale siano.


Superiamo il razzismo, il sessismo, ma anche la ghettizzazione della malattia mentale. Basta nascondere ciò che non si vuole conoscere. Ignoranza, superficialità, egoismo condizionano la relazionalità. La vera religione, qualunque essa sia, è libertà, non muri, non silenzio. Il futuro è adesso. È necessario saltare spavaldi il fosso o costruire con lucidità e sentimento il ponte tra intelletto e concretezza.

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