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Gli ordini mendicanti a Pesaro al Tempo dei Malatesta

26 ott
Tempo di lettura: 3 min

Il XIII secolo fu un secolo attraversato da un particolare fervore religioso; accanto ai monaci che vivevano isolati nei monasteri sorsero altre comunità che spinte dall’obbiettivo di rinnovare la Chiesa attraverso l’esempio della povertà scelsero una vita di predicazione a stretto contatto con la gente.


I principali tra questi ordini furono quelli dei Francescani, dei Domenicani e degli Agostiniani che arrivarono quasi contemporaneamente nella nostra città e che sotto l’egida dei Malatesta, signori di Pesaro dal 1285 al 1445, eressero tre templi, due dei quali ancora esistenti: Santuario della Madonna delle Grazie e Chiesa di S. Agostino. Del terzo, quello di S. Domenico, ci rimane solo il portale.


L’ordine dei Francescani era il preferito dalla famiglia Malatesta come vedremo dalle testimonianze contenute all’interno della chiesa stessa.


Probabilmente l’insediamento dei frati in Pesaro avvenne attorno al 1231 mentre un primo edificio dedicato a San Pietro fu costruito nel 1270 e l’annesso convento nel 1325.

Successivamente tra il 1355 e il 1373 Pandolfo II Malatesta promuove una vasta ristrutturazione della chiesa (compreso, probabilmente, il rifacimento del portale) e la fa intitolare a San Francesco, santo caro alla famiglia.


Nel Settecento l’edificio subisce una radicale trasformazione interna ed esterna che fortunatamente, non intacca il prezioso portale gotico.

La ristrutturazione del convento viene invece terminata nel 1805 su disegno dell’architetto pesarese Giuseppe Tranquilli, allievo del Vanvitelli.


La dedicazione della chiesa in Santuario della Madonna delle Grazie cambia nel 1922 quando vi vengono trasferiti culto e immagine della Beata Vergine delle Grazie, fino ad allora conservata nella chiesa dei Servi di Maria sita nell’attuale Piazzale Matteotti, che doveva essere demolita.*

All’esterno la chiesa di Via S. Francesco presenta, come si diceva, una importante testimonianza dello stile gotico: il mirabile portale in pietra bianca e marmo rosso di Verona di probabile committenza malatestiana data la presenza di due leoncini sugli stipiti d’ingresso in basso.


Le decorazioni sono a carattere vegetale con infiorescenze, racemi e foglie d’acanto.

Di datazione più antica rispetto al portale, forse databile verso il 1325, la lunetta con il gruppo scultoreo della Vergine col Bambino in trono tra i Santi Pietro e Francesco, mentre le figure sulla cuspide raffiguranti dei Santi sono estranee al complesso trecentesco.

L’interno della Chiesa è suddiviso in tre navate e conserva alcune importanti opere d’arte d’epoca medievale e moderna.


Particolarmente interessanti le vestigia di epoca malatestiana ovvero le due arche** funebri contenenti le spoglie di Paola Orsini e della Beata Michelina Metelli (1300-’56) terziaria francescana e compatrona di Pesaro (questa seconda tomba, commissionata da Pandolfo II, per lo scioglimento di un voto, si trova in fondo alla navata destra nella cappella settecentesca opera del Lazzarini).


Il primo sarcofago invece si trova all’inizio della navata destra ed è in pietra scolpita con una lunga iscrizione dedicatoria sul fronte.


Paola Orsini Malatesta era la seconda moglie di Pandolfo II e quando morì nel 1371 venne sepolta in quello che allora era il Mausoleo della famiglia (come testimoniato anche dal trittico posizionato sopra il monumento funebre, opera del 1407 di Jacobello del Fiore, raffigurante La Madonna della Misericordia con in primo piano tra il popolo adorante a destra Elisabetta da Varano, moglie di Malatesta IV Malatesta e la Beata Michelina e a sinistra Malatesta IV e il Beato Cecco).


Ma nel 1431 i pesaresi misero in atto una rivolta e profanarono le tombe perché si disse “non vogliamo i Malatesti né da vivi né da morti” così alla riconquista della città i sarcofagi, compresa l’arca di Paola, furono riutilizzati anche per deporvi altri famigliari.

Per questo all’ultima riapertura della tomba, a scopo di restauro, oltre al corpo mummificato di Paola sono stati trovate molte altre ossa e sei teschi.


*NEL PROSSIMO NUMERO PARLEREMO DELLA STORIA DI QUESTA CHIESA E DELL’IMMAGINE VENERATA DAI PESARESI.


** UN’ARCA È UN TIPO DI SEPOLTURA MONUMENTALE, MOLTO DIFFUSA NEL MEDIOEVO E NEL RINASCIMENTO CONSISTENTE IN UNA CASSA O SARCOFAGO MARMOREO DECORATO A RILIEVI, SPESSO SOLLEVATO DA TERRA SU COLONNE O MENSOLE, E TALVOLTA SORMONTATO DA UN TEMPIETTO O DA UNA STATUA.

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