Alla Scoperta del Duomo
- Marta Scavolini

- 3 giorni fa
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(Gli interni: prima parte)

Delle varie opere contenute all’interno si segnalano in modo particolare, subito all’ingresso sulla destra il bellissimo affresco strappato della Madonna della Misericordia e il Padre Eterno benedicente databile alla prima metà del XV sec (foto 1).
Proviene dall’antica chiesetta della Confraternita della Misericordia* e ci presenta in basso i membri del sodalizio e i rappresentanti della città.
Nella cappella dove riposano le spoglie di S. Terenzio possiamo ammirare la pregevole Annunciazione opera del 1510 attribuita a Luca Frosino.
Sempre sul lato destro proseguendo verso l’altare maggiore è conservato un piccolo affresco trecentesco, la Madonna del Popolo un tempo particolarmente venerato dagli abitanti di Pesaro (icona devozionale).
Esso si trovava all’esterno della Chiesa dell’Annunziata dalla cui parete fu staccato nel corso del ‘500 (di questo pregevole edificio parleremo in un articolo dedicato alle chiese della città).
In fondo alla navata a destra si entra nella Cappella del Crocifisso così chiamata per la presenza appunto di un grande Crocifisso ligneo del XV sec. che la tradizione vuole miracoloso perché donato da Bernardino da Siena (1380 – 1444 teologo e predicatore, appartenente all’Ordine dei frati minori, proclamato santo nel 1450 da papa Niccolò V, appena sei anni dopo la morte) alla Beata Felice Meda di Pesaro, il cui corpo è conservato proprio in quella Cappella assieme a quelli della Beata Serafina Sforza e del Beato Cecco Zanfredini (compatroni della città).
I Santi e i Beati di Pesaro sono rappresentati nelle 5 vetrate policrome che adornano l’abside: San Decenzio, sant’Eracliano, San Terenzio e le Beate Serafina e Felice.
A sinistra del presbiterio, nel vano di passaggio in sacrestia, è collocato a parete un affresco staccato di altissima qualità e risalente all’ultimo scorcio del ‘400, che raffigura la Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Girolamo e in alto, il Cristo morto tra due Angeli (foto 2).
L’opera recentemente restaurata è di notevole interesse poiché assegnabile ad una bottega urbinate attiva nell’orbita di Giovanni Santi, padre di Raffaello, nella quale potrebbe aver lavorato anche quest’ultimo in giovane età.
(continua)
*LA CHIESETTA SI TROVAVA POCO OLTRE L’ARCO DELLA GINEVRA ED ERA STATA EDIFICATA NEL 1362. IN ESSA ERANO PRESENTI L’AFFRESCO DELLA BEATA VERGINE DELLA MISERICORDIA ED UN DIPINTO DELLA SCUOLA DEL BAROCCI RAFFIGURANTE LA MADONNA DELLA MISERICORDIA. NEL 1602 LA CONFRATERNITA SI TRASFERÌ NELL’ANGOLO TRA VIA MAZZA E VIA ZACCONI E LA VECCHIA SEDE MUTATA DEDICAZIONE (SANT’ANDREA) FU INFINE NEL 1886 INCORPORATA AL CONVENTO DELLE MONACHE SERVITE CHE QUI RESTARONO FINO AL 1928, ALLORCHÉ POTERONO TRASFERIRSI SUL COLLE S. BARTOLO. IL DIPINTO DELLA BOTTEGA DEL BAROCCI SUBÌ L’ASPORTAZIONE NAPOLEONICA NEL 1811.



