Gesù e la Scuola

Quando si giunge al termine della scuola è il tempo di fare un bilancio: io docente cosa ho trasmesso lungo questo anno? Occorre poi invitare anche gli alunni a fare lo stesso: cosa avete imparato in questo nuovo anno? Domande importanti, fondamentali perché il tempo non scorra invano.
E per chi è cristiano è bene domandarsi: Gesù c’entra qualcosa con la scuola? I Vangeli ci raccontano che è chiamato Maestro, che va di villaggio in villaggio, o che si siede per insegnare, ammaestrare, ma solo Luca ci racconta esplicitamente che è stato alunno, nell’episodio al Tempio tra i dottori della Legge: “seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte” (Lc 2,46-47).
I Vangeli ci parlano di un Gesù che non solo è stato “insegnante” per tutta la vita, ma è stato al tempo stesso “alunno” (imparerà poi dalla Cananea, dal Centurione) e che ci trasmette proprio questo atteggiamento con la sua esistenza: insegnare ed imparare insieme.
Questo vale certamente per i docenti ma anche per gli alunni (dal latino alere, cioè nutrire, allevare, accrescere): imparano e insegnano allo stesso tempo. Questa inoltre dovrebbe essere la dinamica fondamentale di ciascuno perché la vita scorre ed è fondamentale trovare il senso di ciò che si riceve e ciò che si dona.
Lo stesso ci dice Alessandro D’Avenia (docente e scrittore), che conosce bene il messaggio di Gesù: “Quando ho iniziato a insegnare ero convinto che avrei finalmente trovato un pubblico, costretto ad ascoltarmi. Mi sbagliavo di grosso. Ero io il pubblico di quei volti, ero io a dover ascoltare quelle voci”.
La scuola, o la vita stessa, funziona bene quando è difficile dire realmente chi insegna e chi impara, semplicemente si cresce insieme, anche se da prospettive diverse e senza rinunciare all’asimmetria che hanno i rapporti.
Quindi un primo bilancio dovrebbe metterci davanti all’aver insegnato ed imparato al tempo stesso, ma come può essere efficace ciò che si cerca di trasmettere? Come insegna Gesù? Ascoltiamo ancora D’Avenia: “Insegnare e imparare sono processi indissolubilmente legati alla crescita personale e umana, dove l’insegnante deve essere un «narratore» che ispira gli studenti a scoprire il proprio valore, non solo trasmettendo nozioni, ma raccontando storie di vita e di viaggio per aiutarli a conoscere se stessi, a sognare e a diventare padroni della propria esistenza”, proprio come Gesù che insegnava con le parabole, permettendo a chi ascoltava di immedesimarsi e coinvolgersi senza sentirsi giudicati.
L’obiettivo fondamentale oggi per la scuola è insegnare a vivere. Si impara quando le cose accadono nella loro autenticità, quando chi parla in realtà ascolta e si mette in gioco, perché solo questo “dialogo” può diventare il luogo della trasformazione di tutti.
In sintesi: cosa insegna e impara Gesù? La materia più difficile: vivere in relazione; sapere da dove si parte ma lasciare che con l’altro si trovi una nuova strada per giungere alla meta.


