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Affari Tuoi VL Edition: 20 ANNI di “Pacchi”


C’è una strana e sottile linea rossa che unisce il celebre programma Tv guidato da Stefano De Martino, con il parquet della Vitrifrigo Arena. Se nel celebre game show televisivo la speranza è quella di scoperchiare il pacco contenente il premio più ricco dopo trattative serrate, a Pesaro negli ultimi vent’anni spesso dallo scatolone del mercato è saltata fuori una palla persa, un tiraccio scheggiato sul ferro e tanta nostalgia per i tempi andati.


Da quando la storica e terribile sentenza Bosman del 1995 ha liberalizzato il mercato degli stranieri, la giostra dei tesseramenti d’oltreoceano e comunitari ha finito per somigliare sempre più a una roulette russa. Aumentata a dismisura la quantità di visti e passaporti disponibili nelle rose, la qualità media è gradualmente colata a picco, trasformando le estati dei tifosi biancorossi in una vera e propria lotteria al buio. Molti dovevano essere i trascinatori della rinascita, i perni difensivi o le bocche di fuoco perimetrali; eppure talvolta si sono rivelati, numeri e cifre ufficiali alla mano, autentici oggetti misteriosi passati a referto per pura cortesia statistica.


Volendo comporre un’ipotetica galleria di questi abbagli di mercato, il gradino più alto del podio spetta senza discussioni a Gavin Schilling nell’annata 2023-24. Presentato come un centro di stazza e di scuola Eurolega proveniente dal Bayern Monaco, in quattro fugaci apparizioni ha messo insieme l’equivalente cestistico di una matrioska vuota: appena 1.8 punti e 1.3 rimbalzi di media, conditi da un disastroso 28.6% da due e da una valutazione media complessiva di -2.5. Un impatto talmente impalpabile da guadagnarsi un taglio lampo a fine ottobre e la palma di “pacco” assoluto del ventennio.


Altrettanto effimera è stata la cometa d’autunno di Ashley Hamilton nel 2014-15. L’ala britannica, ingaggiata per portare dinamismo sotto le plance, è durata il tempo di tre sole uscite al limite dell’invisibile, chiuse con 1 punto e 1 rimbalzo a serata di media prima di essere salutata senza troppi rimpianti.


Se invece si cerca il prototipo del regista rimasto del tutto privo di bussola, la memoria corre alla stagione 2012-13 e a Torey Thomas. Arrivato con credenziali importanti per prendere in mano il volante della squadra, ha finito per guidare a fari spenti nella notte in ben 18 gare: un playmaker titolare da oltre 16 minuti a sera capace di produrre appena 3.8 punti con un desolante 29.6% da due fa male alla vista e soprattutto, alla classifica.


Un destino simile a quello vissuto qualche anno prima, nel 2010-11, da Denis Clemente. Il portoricano uscito da Kansas State si è presentato sul parquet marchigiano del tutto privo del vocabolario tattico europeo, collezionando in 8 partite appena 3.9 punti il 22.2% da 2 e il 30% da 3 prima dell’inevitabile risoluzione contrattuale. Sotto i tabelloni, la ricerca di chili e centimetri ha riservato delusioni di pari livello.


Nel 2015-16 Maurice Walker si è rivelato un “cinque” di stazza imponente a cui mancava purtroppo la velocità di crociera per i ritmi della Serie A, fermandosi in 13 gare a 4 punti e 2.5 rimbalzi. Nello stesso campionato, DJ Shelton ha replicato la prestazione ma su scala maggiore: oltre due metri e otto centimetri di altezza tradotti sul campo, in 11 allacciate di scarpe, con un deficitario 22.7% da 3 punti e 2.5 carambole a sera.


Con premesse simili ma sulla posizione di ala forte, Zach Thomas nell’annata 2019-20 ha vestito i panni del ‘quattro’ titolare per 19 partite, accumulando cifre balistiche impietose per un lungo americano (7.3 punti con 3.2 rimbalzi). Un’annata da incubo, quella, in cui la VL collezionò un surreale e sconfortante record di 1 vittoria e 19 sconfitte: una caduta libera interrotta e una retrocessione sventata solo dal Covid, che bloccò i campionati congelando le posizioni.


A chiudere questa carrellata di speranze infrante troviamo l’ombra del veterano lituano Donatas Zavackas, nel 2016-17 ingaggiato come usato sicuro di scuola baltica, ha giocato 30 partite garantendo un contributo microscopico da 2.7 punti e meno di 2 rimbalzi a serata in quasi 14 minuti di utilizzo.


Con questa galleria degli orrori bene impressa nella memoria, lo sguardo ora non può che girarsi verso il presente. In queste calde settimane di mercato estivo, la speranza di tutta Pesaro è che il direttore sportivo Nicola Egidio, al lavoro per completare il puzzle della squadra 2026-2027, abbia la mano decisamente più fortunata.


C’è ancora da scegliere l’ultimo, fondamentale tassello straniero da inserire nel roster: la speranza è che nell’aprire quell’ultima scatola non spunti fuori l’ennesimo “pacco” a sorpresa, ma il giocatore giusto per far tornare a sognare la Vitrifrigo Arena.

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