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“Una Musica può Fare”... una Musica ha Fatto!

11 minuti fa
Tempo di lettura: 8 min

The day after! Voi non avete idea di quello che si è scatenato il giorno dopo il 20 settembre nella chat del coro. I telefoni letteralmente bollenti, una pioggia ininterrotta di messaggi, video, lacrime di gioia e complimenti che continuavano a rimbalzare da uno schermo all’altro. È incredibilmente difficile descrivere qualcosa che si è vissuto poco più di un mese fa e che ancora vibra sulla nostra pelle di coristi dell’Ex Novo Coro Urbano (orgogliosa di essere una delle coriste) e del Grillo d’Oro.


Lo spettacolo “Una musica può fare”, andato in scena al Teatro Rossini di Pesaro, non è stato un semplice concerto: è stata un’autentica onda d’urto emotiva. Sentire 90 voci, tra bambini, teen e adulti, fondersi all’unisono sul palco, sostenute dalla potenza della musica dal vivo con la band della Free Music Foundation, è stato un momento di pura magia.


Abbiamo cantato con tutta l’anima e la risposta del pubblico è stata impressionante, ci ha restituito un successo che facciamo ancora fatica a quantificare a parole. Il teatro intero ha cantato e ballato con noi. Quell’energia esplosiva non è svanita con l’ultimo applauso; continua a cantare dentro di noi, ogni singolo giorno. E per chi non ha avuto la fortuna di essere presente, ve lo voglio raccontare... così magari al prossimo spettacolo non mancherete!


Dietro la magia di quella sera c’è una visione precisa del nostro maestro e regista, Gabriele Foschi, che ha creato questo spettacolo cucendolo addosso a noi. Al suo fianco, arrivata a ottobre 2025, una straordinaria musicista, cantante e maestra, Linda Centini, della Free Music Foundation, che lo ha affiancato nella nostra preparazione e direzione tra prove e teatro.


Gabriele ha ascoltato le nostre richieste, osservato i nostri gusti, riconosciuto le nostre attitudini e, soprattutto, rispettato le nostre diverse età. Ha cercato di capire cosa sarebbe potuto diventare questo gruppo di persone se avesse avuto la possibilità di essere, semplicemente, se stesso su un palco.


Il risultato? È racchiuso nella frase che la maggior parte di noi ha ripetuto a fine serata: “Questa volta mi sono divertito da matti!”

Ha creato uno spettacolo profondamente corale. Ha fatto in modo che i bambini avessero il loro spazio, ma che quello spazio non diventasse un peso ma un divertimento. Ha coinvolto i ragazzi dando loro la possibilità di comunicare senza dover raccontare troppo di sé.

Gabriele ha immaginato e costruito lo spettacolo come una carovana di “gitani” in cammino lungo dieci quadri musicali, guidati e accompagnati dalla voce del Cantastorie Davide Simonetti.


Ed è ora di salire sul palco!

Primo quadro: il sipario del Teatro Rossini si apre sulle note di “Una musica può fare”, il capolavoro di Max Gazzè del 1998. Buio.


Luce sulla nostra Betta, e si comincia. Il canto di poche battute ed ecco che arriva Daniel, seguito da Elena, Roberta, Valentina e Tea. Un gioco continuo di buio e luce, buio e luce, ed ecco che entrano i bambini e i teen che saltellando allegramente sul palco, raggiungono la loro posizione e iniziano a cantare con un’energia contagiosa. Una battuta del piccolo Michele diventa il segnale che tutti noi adulti stavamo aspettando per raggiungerli. In un attimo siamo al completo. Il palco è vivo, novanta voci cantano all’unisono e il Cantastorie inizia a raccontare cosa, davvero, può fare la musica. Siamo partiti.


Secondo quadro: un pifferaio magico, Matteo Macri, fa il suo ingresso suonando l’introduzione al prossimo brano. Dietro di lui, una fila di bambini lo seguono rapiti dalla musica. E il Cantastorie racconta il potere della musica che incanta e ci trasporta in mondi immaginati dalla fantasia con lo splendido brano di Ennio Morricone “Nella fantasia”.


Terzo quadro: il Cantastorie ascoltando l’applauso del pubblico avverte che ancora non hanno sentito niente, che basta poco per lasciarsi trasportare ed essere coinvolti, basta volervo, ma soprattutto basta essere ... felici. E il coro intona e balla “Happy”. E in mezzo alla musica e il canto, arrivano tre breakers Nicola Naico Benedetti, Marco Mandolini, Federico Sapucci. Esplosione di energia e felicità.


Quarto quadro: Entra J Beat, beatboxer straordinario, capace di trasformare la propria voce in uno strumento musicale (attraverso la bocca, le labbra, la lingua, le corde vocali e la cassa toracica, crea ritmi, suoni e melodie, proprio come se fosse un’intera band racchiusa in una sola persona). Raggiunge il centro del palco producendo suoni con la voce.


Le bambine, incuriosite, cominciano a fargli domande sulla musica e su come sia possibile creare tanti suoni diversi senza utilizzare nessuno strumento, ma soltanto attraverso la voce, che si trasforma e diventa musica. Da questa scoperta nasce una riflessione, introdotta dal Cantastorie: «Nella voce è nascosta la nostra libertà. Ci sono luoghi nel mondo in cui bambine come voi vivono prigioniere di culture e regole che impediscono loro di studiare, di uscire di casa, di scegliere il proprio futuro.


A volte, tutto ciò che resta loro è la voce. Una voce che può parlare, cantare, raccontare, denunciare. Una voce che, anche nel buio più profondo, può accendere una luce. Perché la voce è libertà. È coraggio. È il modo in cui possiamo dire al mondo chi siamo e ciò in cui crediamo. E nessuno dovrebbe mai avere il potere di togliercela». Dal film Disney Aladdin, “La mia voce”.


Quinto quadro: J Beat resta al centro del palco e improvvisa un assolo introducendo “Fantasy”, un brano degli anni ‘80 che celebra il potere dell’immaginazione, dei sogni e della musica, capaci di trasportarci in un mondo dove tutto sembra possibile. Immaginare e credere in un mondo migliore, lasciando che la musica diventi energia, gioia e speranza.


Sesto quadro: il palco è solo per i nostri dieci teen. Maia comincia a parlare... c’è qualcosa dentro di noi... che non sappiamo spiegare. Veronica... la sensazione di essere fuori posto. Irene... tutti sembrano più sicuri, perfetti, ma perché io no? Sasha... perché mi sento diversa? Enrico... perché mi sento sbagliato? Beatrice... nasce il pensiero che piano piano cresce e non ti fa sentire di appartenere a questo posto.


Sofia... il disagio, la solitudine... Matteo... quando ti guardi allo specchio e non ti senti abbastanza. Agostino... “Creep” è la voce di chi, anche sentendosi fuori posto, proprio come la musica, desidera soltanto una cosa: essere ascoltato. Noemi... c’è un muro invisibile che costruiamo da soli ...ma se troviamo il coraggio di esprimerlo vola via. Il brano più intenso dello spettacolo, accompagnato da 9 ballerine che hanno danzato le emozioni dei ragazzi.

Settimo quadro: il Cantastorie duetta con Gabriele ... c’è una cosa che la musica sa fare davvero bene ... può farci? ... e qui con una coreografia fatta di buio e lucine danzanti, abbiamo scatenato la nostra voglia di BALLARE, coinvolgendo tutto il pubblico, sulle note di un bellissimo “Medley Abba”.


Ottavo quadro: dopo il momento di follia anni ‘70, il Cantastorie accompagna il pubblico in un’atmosfera completamente diversa, più intima, intensa e carica di emozione. Due tangheri, Matteo Antonietti e Añes Arredondo, entrano in scena, ognuno dalla quinta opposta. Non c’è musica, soltanto silenzio. Si cercano con lo sguardo, si avvicinano lentamente, fino a trovare l’uno nell’altra il ritmo di un’emozione. Ogni passo è un’attesa, ogni gesto una promessa, ogni abbraccio racconta qualcosa che le parole non saprebbero dire.


Arriva la musica con il bandaneon di Simone Marini, comincia un ritmo che batte lento, la danza si accende, il ritmo cresce e il coro esplode nella struggente melodia di “Libertango” di Astor Piazzolla.


Nono quadro: dopo la passione travolgente del tango, il palco si raccoglie in un momento più intimo, fatto di memoria, affetto e nostalgia. Un ricordo speciale quello di Gabriele per Alex Baroni, un amico e un artista che il tempo non ha cancellato e che continua a vivere attraverso la sua musica e nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato. Un intenso Gabriele Foschi interpreta e canta una delle più belle canzoni della musica italiana “Cambiare”. Il nostro coro condivide la sua emozione con un tappeto di voci.


E siamo arrivati al decimo e ultimo quadro.

Le luci si abbassano. Il Cantastorie fa il suo ingresso dalla platea, portando con sé un sacco pieno di cianfrusaglie. Sale sul palco e comincia a tirarne fuori gli oggetti più improbabili: un cucchiaio e una tazza che batte tra le mani, un mazzo di chiavi che agita in aria e persino un pollo di plastica! Un piccolo concerto improvvisato, fatto di rumori, ritmi e suoni inattesi.

Il coro attacca a cantare “La voglia e la pazzia” e il palco si riempie di energia, sorrisi e allegria. Tutti i protagonisti si ritrovano insieme per salutare il pubblico e celebrare la bellezza della musica. Il ritmo contagia la platea, che si alza in piedi a cantare e ballare insieme a noi.

Ma che cos’è la musica? Ve lo siete mai chiesti?


Tutto comincia da una vibrazione. Una corda che oscilla, un tasto che viene premuto, una voce che intona una melodia. Onde sonore che attraversano l’aria e arrivano fino a noi. La musica nasce da un fenomeno fisico, ma non basta la fisica per spiegarla.


Perché la musica diventa davvero musica quando ci raggiunge dentro, quando incontra la nostra mente, tocca il nostro cuore, si intreccia ai nostri ricordi e risveglia emozioni che a volte credevamo dimenticate. Ognuno di noi la ascolta con la propria storia: con le gioie vissute, le paure affrontate, gli incontri che ci hanno cambiato, le persone che ci mancano e i sogni che abbiamo.


E così, la stessa melodia può far sorridere qualcuno, commuovere qualcun altro, riportarci a un momento lontano o farci immaginare un futuro diverso.

Perché la musica non è soltanto ciò che sentiamo con le orecchie, ma anche ciò che riconosciamo dentro di noi. E allora, la verità è semplice: non servono sempre grandi strumenti, orchestre o palcoscenici.


A volte basta un cucchiaio, una tazza, un mazzo di chiavi… o persino un pollo di plastica! Perché tutto può diventare musica.


E questo viaggio, fatto di voci, incontri, ricordi, passioni e sentimenti, ci ha insegnato proprio questo: la musica è capace di unirci anche quando siamo diversi, di dare voce a ciò che non sappiamo dire e di farci sentire meno soli.

Viva la musica!



Le persone che hanno dato vita a questo spettacolo


DIREZIONE E STAFF TECNICO

REGIA, DIREZIONE ARTISTICA E DIREZIONE DEI CORI: GABRIELE FOSCHI

DIREZIONE MUSICALE E CO-DIREZIONE DEI CORI: LINDA CENTINI

DISEGNO LUCI: LUCA MAGNONI

DIRETTRICE DI SCENA: DEBORAH FEDRIGUCCI

SOUND ENGINEER: DAVIDE RED BATTISTELLI

SERVICE AUDIO/LUCI: ANGELO CIOCI

REGIA VIDEO: DANIELE MASSETTI

REGIA FOTO: MICHELE PALMA


CORO GRILLO D’ORO JUNIOR E TEEN

GIULIA ANGERAMO, AGNESE BARONE, ARIANNA BELLAZZECCA, GIOIA BONAZZOLI, MICHELE CONOCCHIARI, GIORGIA DE PALMA, NICOLE DEL MONTE, DALILA DURANTI, ADELE GIACOMINI, MARIA GIULIA GUIDI, VITTORIA PIAZZESI, EMMA ROVETI, GEMMA SANTOLINI, BIANCA VIMINI SANCHEZ, SASHA DEL BALDO, MAIA FABBRO, AGOSTINO FARINELLI, VERONICA FARINELLI, ENRICO GANGI, SOFIA PANDOLFI, NOEMI RANA, BEATRICE UGUCCIONI, IRENE ANNA VENTRIGLIA, MATTEO VENTURINI


EXNOVO CORO URBANO

VALENTINA ALBINI, ELIA AMADORI, CINZIA AMBROSINI, ANNA BIANCHI, FEDERICA CAPUZZO, TEA SILVIA CATUCCI, SANTO CREACO, GENNY DE LUCA, BEATRICE DEL PICCOLO, VANESSA DEL PICCOLO, ROBERTA DEL PRETE, MARZIO FABBRO, TIZIANA CLELIA MAURIZIA FABBRO, MELANIA FAINA, LAURA FESTA, FABIOLA FORLANI, FRANCESCA FORTE, STEFANO FRATERNALI GRILLI, MARIA FEDERICA GABUCCI, LUCIANA GELLI, ELISABETTA GENNARI, ZITA ANNE MARIA GIARDI, SILVIA GINEPRO, YLENIA GIUNTA, MILENA GIUSTI, MASSIMO GNUCCI, RAFFAELLA GRASSINI, VANESSA GRASSINI, ELENA LANFERNINI, STEFANO LUCHETTI, ALESSANDRA MAGNOTTA, DANIELA MARCHINI, MASSIMO MARFOGLIA, KATJA MELCHIORRI, KARINA GABRIELA MIANO, VALERIA ORTOLANI, RAFFAELLA PERUGINI, ALICE PIAZZA, CHIARA PIOVATICCI, ANNA PRESUTTI, DANIEL RAVAGLI, ELEONORA ROMBALDONI, ROSSELLA ROSATI, GIANLUCA SANCHIONI, BARBARA SANDRONI, SARA SANTINI, DANIELA SCAVOLINI, SERENELLA SCHIAVONI, MARIA LETIZIA SEVERINI, ROSANNA SPADONI, FEDERICA STRAPAZZINI, GIOVANNA TEBALDI, LORETTA TOIA, SILVIA TONELLI, CLAUDIA TREBBI, OMAR TROIANI, GILBERTO UGOLINI


LIVE BAND FREE MUSIC FOUNDATION

ALESSANDRO ROSELLI (BASSO ELETTRICO), ELEONORA LODOVICI (CHITARRA ELETTRICA), GIACOMO GRASSETTI (CHITARRA ELETTRICA), MASSIMO MENGACCI (TASTIERE), DIEGO MARCHIONNI (SAX E DRUM PAD), ENRICO MONTANARO (BATTERIA)


CON LA PARTECIPAZIONE DI

DAVIDE SIMONETTI (CANTASTORIE), MATTEO MACRI (FLAUTO TRAVERSO), J BEAT (BEATBOXER), SIMONE MARINI (BANDONEON)


DANZA & COREOGRAFIE

DANZATRICI ATELIER DANZA HANGART ASD: NOEMI BARDEGGIA, MARIA BRIGIDI, CECILIA CANGIOTTI, AURORA GIACOMINI, ANNALISA OLIVA, MARIA LETIZIA PIERINI, REBECCA POLETTI, ANNALISA SERAFINI, SILVIA TARSI

COREOGRAFIE DI ILARIA BARZETTI


BREAKDANCERS: NICOLA NAICO BENEDETTI, MARCO MANDOLINI, FEDERICO SAPUCCI

TANGHERI: MATTEO ANTONIETTI E AÑES ARREDONDO

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Direttore responsabile: Beatrice Terenzi

Coordinatrice e grafica: Daniela Marchini | Dadincanto

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