Rapporto Stellone-Paganini
- Lorenzo Mazzanti

- 22 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

“Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Nello scrivere uno dei capolavori più belli della musica italiana Antonello Venditti sembra essersi ispirato al rapporto professionale che da oltre dieci anni lega mister Roberto Stellone al centrocampista Luca Paganini. Un legame, quello tra i due nativi di Roma, che nasce nel 2011 a Frosinone e che a Pesaro si è affermato “indissolubile”.
Erano tutti e due alle prime armi quando si conobbero per la prima volta nell’Under 19 ciociara. Stellone aveva appena posto fine a una carriera da bomber d’aria che a suon di gol gli aveva fornito l’opportunità di calcare i campi della massima serie con le maglie di Parma, Napoli, Reggina e Torino mentre Luca era un diciottenne desideroso di arrivare laddove il proprio mister era riuscito ad esserne protagonista. Per Stellone, quella alla guida dell’Under 19 frusinate, era la prima esperienza da allenatore ma vincendo subito lo scudetto di categoria dimostrò a tutto l’ambiente di che pasta fosse composto.
Il Frosinone gli dimostrò fiducia e nel giugno 2012 lo scelse come allenatore della prima squadra. Con lui ci portò quel Luca Paganini che grazie a fisicità e visione di gioco riusciva ad offrirgli quella fiducia necessaria per farsi affidare le chiavi della mediana. Dopo un settimo posto all’esordio in C, nel secondo anno i due decisero di scrivere insieme la storia del club, conquistando una promo zione in B mai vista prima in quel di Frosinone. La favola era però solo all’inizio perché l’anno successivo, contro ogni pronostico, per i ciociari fú ancora tempo di festeggiare, questa volta la promozione in Serie A. Una stagione, quella 2015 2016, vissuta dai due nella massima serie ma che oltre a rappresentare l’apice della loro prima avventura insieme fú anche quella che li separò. Stellone infatti al termine di quell’annata, conclusa con una retrocessione in cadetteria, si se parò consensualmente dal Frosinone mentre Paganini ci restò fino al 2020. Otto anni dopo fú Pesaro a offrirgli l’opportunità di riunirsi.
Stellone, subentrato a Pesaro nel marzo 2024, era riuscito a salvare i biancorossi grazie a una finale playout vinta all’ultimo respiro e per la stagione successiva era intenzionato a far sognare la Vis e tutta la propria gente. La pazza idea era quella di ripercorrere le orme di Frosinone e per farlo, nel luglio 2024, il mister richiamò ai propri ordini quel tanto fidato soldatino chiamato Paganini. Luca negli anni era maturato, sia come uomo che come calciatore, ma non aveva perso quell’infantile voglia di sognare che tanto condivideva con mister Stellone. I due al primo anno a Pesaro scrissero la pagina di storia piú lucente del club e in quest’ultima estate, rinnovando il proprio contratto per tante altre stagioni, si sono promessi di arricchire con tanti nuovi capitoli questo loro romanzo.





