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Denis Tonucci, Pesarese Doc


Torna a casa, Denis! È a tratti simile la storia del celeberrimo collie scozzese Lassie a quella del difensore vissino classe ‘88 Denis Tonucci. Entrambi hanno lasciato prematuramente la propria casa per poi farci ritorno dopo tanto tempo e non volerla più abbandonare.


Se è stato il duca di Rudling a causare la separazione tra Lassie e la sua amata famiglia d’origine; è stato il Cesena, accogliendolo per dodici anni, a separare Denis dalla sua amata Pesaro. In Emilia partendo dal settore giovanile è arrivato fino alla serie B con la prima squadra, in un percorso che lo ha fatto crescere sotto ogni punto di vista. Il suo primo telefono a undici anni. Serviva per chiamare il padre, nei suoi primi viaggi da solo in treno.


Con il Cesena gli allenamenti erano infatti diventati sempre più frequenti e il padre a Pesaro aveva una pescheria da portare avanti. Per la famiglia il boccone piú amaro è stato l’abbandono della scuola, rimediato poi con l’iscrizione a una privata; quello più dolce la chiamata della nazionale Under 17. Proprio come Lassie anche a Denis la caparbietà non è mai mancata. Con quella convocazione dimostrò alle prof, che lo credevano uno dei tanti sognatori, di essere diverso da tutti gli altri.


Cresciuto con il poster di Ambrosini in camera, lui proprio come il suo idolo era l’ennesimo pesarese che ce l’aveva fatta. Dopo il Cesena infatti tante altre esperienze in serie B, con le maglie di Piacenza, Vicenza, Modena, Bari, Foggia e Juve Stabia ma soprattutto una nella massima se rie francese. Così come Lassie anche Denis cambiò stato. Nel 2013 si trasferì ad Ajaccio.


Se per il cane l’esperienza all’estero non fú però affatto positiva, lo stesso non lo si può dire per Tonucci. In quella stagione potè calcare campi dal consolidato blasone europeo ed ebbe l’opportunità di sfidare un Paris Saint Germain di fenomeni. Tra loro anche l’iconico bomber Zlatan Ibrahimovic. Dopo avergli rotto il naso con una gomitata, Zlatan gli regalò la maglia e con un «si vede che sei italiano, bravo» regalò a Denis un momento indimenticabile. Uno di quelli da raccontare a suo figlio Elvis, che sulle orme di papà ha già intrapreso la carriera da difensore centrale.


Un papà, Denis, che dopo essersi goduto l’Italia in lungo e in largo, nel gennaio 2023 ha fatto di tutto per tornare nella sua Pesaro. Qui diciotto anni prima aveva lasciato una parte del suo cuore che ora non vuole più abbandonare. A vederlo ci sono ora quei genitori che avevano fatto di tutto pur di fargli realizzare il proprio sogno, i suoi amici d’infanzia, le sue sorelle e quella moglie che lo sostiene da quando aveva sedici anni.


Con orgoglio Denis sta rappresentando sul campo una società che l’ha stupito fin da subito per solidità e strutture. Una società che Denis spera di continuare a rappresentare anche in giacca e cravatta, una volta appesi gli scarpini al chiodo.

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