Mi Fido di Noi
- Michela Pagnini

- 27 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Dal 30 giugno 2025 ha preso il via ufficialmente il progetto “Mi Fido di Noi”, nuovo strumento di microcredito sociale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e da Caritas Italiana, in collaborazione con la Consulta Nazionale Antiusura e una rete di 77 diocesi aderenti.
In un periodo storico segnato da povertà crescenti e vulnerabilità diffuse, acuite dalla crisi pandemica e dal caro vita, “Mi Fido di Noi” vuole essere un segno concreto del Giubileo, una chiamata alla remissione del debito e alla ricostruzione di legami in una società spesso frammentata.
Cos’è il microcredito
Il microcredito sociale è uno strumento della cosiddetta micro finanza, nello specifico un servizio di piccoli crediti per tutte quelle persone che non riesco no ad accedere al sistema finanziario tradizionale principalmente perché non sono in grado di offrire garanzie.
I destinatari del progetto sono dunque persone in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. Le condizioni di accesso includono situazioni di disoccupazione temporanea, crisi di liquidità, emergenze familiari o sanitarie, esclusione sociale e contrazione imprevista del reddito, con attenzione parti colare alla tutela delle vittime di violenza domestica.
Il progetto offre loro una possibilità di ripartenza attraverso piccoli prestiti (fino ad un massimo di 8.000 euro a tasso zero) inseriti in un percorso personalizzato e costruito insieme ad una rete di solidarietà capace di accompagnare e colmare quella solitudine dentro cui la povertà economica si dilata.
“Questo progetto vuole restituire fiducia a chi è in difficoltà, offrendo un aiuto concreto e coinvolgendo diocesi e parrocchie in una dimensione comunitaria, che mira a valorizzare la persona, rafforzarne l’autonomia, promuovere la responsabilità collettiva e una nuova cultura del risparmio e della sobrietà, contrastando illusioni dannose come l’indebitamento compulsivo o la pratica dell’azzardo”, sottolinea Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI.
I pilastri dell’iniziativa
Tre sono i pilastri dell’iniziativa: l’accompagnamento della persona attraverso strumenti educativi e relazionali; l’erogazione di microcrediti a condizioni agevolate; la raccolta fondi e il sostegno comunitario per alimentare il fondo rotativo. In quest’ottica, il microcredito è solo una parte dello strumento: il vero cuore è la relazione.
Ogni persona che si rivolge ai punti di contatto viene accolta, ascoltata e orientata.
Con il supporto di tutor di comunità, volontari, operatori, fondazioni e servizi territoriali, si costruisce un percorso di fiducia, dove il microcredito diventa leva per affrontare un bisogno concreto, ma anche per recuperare dignità, consapevolezza e autonomia.
Ogni diocesi aderente attiva un Punto di contatto, luogo fisico e relazionale di orientamento, dove convergono le esperienze delle Caritas e delle Fonda zioni Antiusura, che effettueranno l’analisi delle richieste e della situazione dei richiedenti. Banca Etica invece fornirà il supporto tecnico per la gestione delle risorse economiche, garantendo un corretto monitoraggio dei flus si finanziari.




