La Sicurezza è Sinfonica
- Caritas Diocesana

- 27 nov 2025
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Viviamo una crescente percezione d’insicurezza: in un contesto di rapide trasformazioni urbane e di nuovi fenomeni sociali, la criminalità diffusa, il degrado e la marginalità sociale continuano a minare la qualità della vita nelle nostre città. L’amministrazione comunale, a fianco delle forze dell’ordine, sta intervenendo in operazioni di sicurezza, spesso dandogli molto risalto e ottenendo il plauso di tanti cittadini. Riportare legalità e sicurezza è certo un compito primario di un territorio ma, per evitare soluzioni temporanee, occorre rimettere al centro del dibattito al meno 2 problematiche.
La sicurezza non può essere ridotta alla sola repressione della criminalità, ma deve includere percorsi di coesione sociale: da una parte la giusta repressione dei reati, dall’altra la promozione e l’attuazione di servizi per la garanzia di migliori condizioni di vivibilità. Se da una parte occorre “ripulire” il Parco Miralfiore dallo spaccio e dagli spacciatori, dall’altro occorre che non si chiudano i centri per i nostri adolescenti, occorre che aumentino i servizi di prossimità, occorre che i servizi sanitari di frontiera, come la salute mentale e le dipendenze, raf forzino il proprio organico per prendere in carico chi ha bisogno di sostegno.
Iniziando dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni pubbliche, si richiede la capacità di distinguere il crimine dal disagio sociale di persone che ci “infastidiscono”, ci disturbano e quindi devono essere rimosse: si tratta di due situazioni completamente diverse e le modalità e gli strumenti per affrontarle non possono essere le stesse.
Caritas si impegna in questo senso a stare dentro la rete territoriale di tutti i soggetti, del pubblico e del terzo settore, per affinare insieme le competenze necessarie rispetto a situazioni di marginalità/devianza, disinnescando il corto circuito di una città che espelle ma non accoglie.
Una vera “sinfonia” per garantire la sicurezza senza sacrificare l’accoglienza! Un compito che vincola ancora di più chi ha fede secondo le parole di Papa Leone nell’esortazione Dilexi Te:
«Quando incontro una persona che dorme alle intemperie, in una notte fredda, posso sentire che questo fagotto è un imprevisto che mi intralcia, un delinquente ozioso, un ostacolo sul mio cammino, un pungiglione molesto per la mia coscienza, un problema che devono risolvere i politici, e forse anche un’immondizia che sporca lo spazio pubblico. Oppure posso reagire a partire dalla fede e dalla carità e riconoscere in lui un essere umano con la mia stessa dignità, una creatura infinitamente amata dal Padre, un’immagine di Dio, un fratello redento da Cristo».




