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C’è ancora Spazio per Costruire il Futuro?


Si è svolta a Roma la Terza Conferenza Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, che ha visto la partecipazione di Caritas Italiana, insieme a Young Caritas e a numerosi attori istituzionali, altre organizzazioni e realtà della società civile. La Conferenza ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di co-progettazione, che ha permesso di valorizzare il protagonismo dei Gruppi di Lavoro del Forum per lo Sviluppo Sostenibile. I lavori delle tre giornate si sono articolati attorno ai tre Vettori di sostenibilità della Strategia Nazionale - cultura per la sostenibilità, partecipazione e futuro, coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile - vettori interconnessi e funzionali all’attuazione degli obiettivi di sostenibilità.


Ai lavori hanno partecipato rappresentanti di amministrazioni locali, Regioni e Città Metropolitane, insieme a esponenti del mondo accademico. Le numerose iniziative attivate a livello locale dimostrano l’importanza di questi percorsi nei diversi territori del Paese. Si tratta di un processo lento, che tuttavia sta producendo effetti profondi e duraturi sul modo in cui molti problemi vengono compresi e affrontati.


La transizione ecologica, la pianificazione partecipata, le politiche sociali integrate, la misurazione del benessere e il coinvolgimento attivo delle comunità sono oggi temi centrali del dibattito pubblico e della costruzione del futuro. È ormai evidente che dobbiamo necessariamente guardare alla povertà tenendo conto di un mondo che sta cambiando a ritmi vertiginosi e che altrettanto velocemente modifica cause e conseguenze delle ingiustizie sociali che vogliamo contrastare.


Sul tema della partecipazione, emerge in particolare la voce di un mondo giovanile che sulle tematiche della transizione ecologica, della giustizia sociale e della partecipazione ha le idee chiare, ma che ha bisogno di ascolto e di spazio. Il contesto attuale sollecita tuttavia anche un’ulteriore riflessione impegnativa: è possibile rinunciare a costruire il mondo di domani?


È questo il tema della pace positiva che non è semplice assenza di violenza, ma costruzione di una società in cui dignità e diritti di tutte e tutti siano riconosciuti e promossi. Costruire la pace positiva implica un’azione proattiva orientata a una società più giusta, inclusiva e integrata. Significa superare l’idea che la guerra e il ricorso alle armi rappresentino l’unica risposta alle tensioni e promuovere invece strumenti socia li, culturali, economici e politici capaci di prevenire e comporre i conflitti, alimentando una diplomazia della fiducia e della nonviolenza.


La pace positiva può essere letta come un vero e proprio hotspot di coerenza, un nodo centrale che attraversa e con nette i temi affrontati dagli altri Gruppi di Lavoro del Forum, a partire dall’integrazione di politiche di verse: contrasto alle disuguaglianze, partecipazione civica, tutela dei diritti, economia al servizio delle persone, coesione sociale.


Il mandato di Caritas, sin dalla sua fondazione, è quello di contrastare nel modo più efficace possibile la disuguaglianza e le fragilità socioeconomiche, viste come impossibilità per un individuo di realizzarsi pienamente, di esprimere appieno il proprio sé. Ormai lo sappiamo, le storture che fanno parte del nostro mondo non possono più essere ricondotte a una sola causa. È necessario un approccio integrato, che parli con un linguaggio semplice alle persone e alle comunità e che abbia la capacità di interloquire con cognizione di causa alle istituzioni.

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