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La Fine di una Storia

Pesaro e Stellone, due anime alla ricerca di riscatto che dopo essersi tanto amate hanno deciso di dirsi addio.

Nel marzo 2024 il primo bacio, nel luglio 2025 la promessa di amarsi per almeno altri cinque anni, il 26 aprile 2026 la lite della rottura. I dieci giorni di convivenza successivi non sono infatti bastati per proseguire insieme un percorso che rimarrà inciso in eterno nel cuore di entrambi.


Pesaro insieme a Stellone ha infatti sognato come mai prima d’ora, ottenendo il primo e il terzo miglior piazzamento dei centoventotto anni di storia; Stellone a Pesaro si è sentito «a casa fin dal primo giorno» e ha lasciato «non solo una squadra, ma persone, ricordi e legami che resteranno indelebili». Parole d’amore non banali, quelle usate dal tecnico nel suo post Instagram d’addio, per una personalità schietta come la sua.


A Pesaro Stellone si è rilanciato dopo quattro esperienze consecutive chiuse troppo precocemente. Nei primi due mesi in biancorosso ha salvato una Vis in crisi di risultati e identità; l’anno dopo l’ha fatta sognare, portandola a quattro partite dalla Serie B; quest’anno, grazie al decimo posto, l’ha fatta approdare per il secondo anno consecutivo ai playoff, mai raggiunti prima nella propria storia.


A differenza dell’annata precedente quest’anno però la stagione biancorossa si è prolungata soltanto per una partita, un 2 a 2 contro la Juventus Next Gen inutile in ottica qualificazione al turno successivo dei playoff.

Non è stata però quella la partita della rottura ma bensì il sentito derby di fine campionato della settimana precedente. La Vis ospitava al Benelli la Sambenedettese cinque anni dopo l’ultima volta e al minuto 98 si trovava in vantaggio di un gol. Se fosse così finita i pesaresi avrebbero guadagnato due preziose posizioni in classifica e la Samb sarebbe stata costretta ai playout per evitare la D.


Sugli spalti erano già partiti gli sfottò ma i due gol degli ospiti nell’ultimo minuto di gara trasformarono la goliardia pesarese in rabbia e la disperazione rossoblù in felicità estrema per il raggiungimento di una salvezza diretta ormai insperata. Per la terza gara consecutiva ai vissini furono fatali i secondi finali di partita e dagli spalti un “venduti” galeotto mandò su tutte le furie Stellone, atteso anche ai cancelli del Benelli dopo la gara.

Una chiusura di stagione che non ha reso il giusto onore al campionato vissino, il terzo migliore della storia.


Anche in quest’ultima annata i biancorossi hanno sfornato talenti, bomber Davide Stabile e il portiere Alessio Pozzi su tutti. Una Vis che è uscita a testa alta anche dalle sfide più ostiche, riuscendo a battere a dicembre persino la corazzata Ravenna, che ha chiuso terza il suo campionato.

A ereditare il testimone di Stellone sarà il suo storico collaboratore tecnico, Andrea Gennari, suo amico d’infanzia e vice allenatore a Pesaro.


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