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Comunità Responsabili, Speranze Possibili


Il report annuale che come Caritas presentiamo è simile a un reportage fotografico che, guardando la realtà da angolazioni differenti, cerca di dare volto e nomi ai bisogni incontrati, così che la comunità intera si “prenda cura” delle fragilità.


• FOCUS 1 - GLI INTERVENTI


Nel 2025 sono state svolte 605 consulenze, in aumento, di anno in anno, grazie al potenziamento dei servizi legati all’immigrazione e alla collaborazione con professionisti e professioniste del settore sanitario, psicologico e legale.

Per quanto riguarda l’alloggio, sono state garantite 1.066 notti in strutture ricettive o di prima accoglienza, dato in linea con l’anno precedente.


Un ruolo centrale è svolto dalla mensa diocesana, che nel 2025 ha erogato 19.330 pasti a 450 persone. Numeri più alti degli ultimi 5 anni. L’accesso è integrato con i servizi territoriali ed è sostenuto dalla co-progettazione con il Comune di Pesaro, in qualità di ente capofila dei comuni dell’Ambito Territoriale sociale n. 1, denominata “Un pasto per tutti”.

Nel complesso, l’insieme degli interventi del 2025 evidenzia un crescente livello di complessità delle situazioni incontrate e una risposta Caritas sempre più articolata, integrata e orientata a percorsi personalizzati di inclusione sociale.


Particolarmente rilevante è la sfera sanitaria, con 947 interventi, sostenuti dal Centro di Ascolto per la Salute e dal progetto Gerico, che nel 2025 ha seguito complessivamente 121 persone con fragilità psichiche.


Secondo uno dei recenti rapporti di Caritas Italiana, dedicato al tema della salute mentale, si registra un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone accompagnate dalla rete Caritas nell’ultimo decennio; nell’80% dei casi, il disagio psicologico è collegato a situazioni di povertà materiale, relazionale e sociale.


Il Rapporto delinea il quadro di una crisi profonda e sistemica e mette in luce la centralità e l’impatto dei determinanti sociali della salute evidenziando come la precarietà occupazionale, l’instabilità abitativa, l’isolamento sociale e la vulnerabilità economica contribuiscano in modo significativo ad accrescere il rischio di disagio psichico.


Al contempo gli stessi disturbi psichici possono di fatto favorire o aggravare condizioni di marginalità, causando la perdita del lavoro, dell’abitazione e delle relazioni sociali.

Nel grafico: serie storica degli interventi dal 2021 al 2025.


• FOCUS 2 - EMERGENZA ABITATIVA


I dati del 2025 evidenziano una forte emergenza abitativa tra le persone che si rivolgono al Centro d’Ascolto diocesano di Pesaro.


Mentre nelle Caritas parrocchiali oltre il 90% delle persone dispone di una sistemazione stabile, quasi il 47% degli utenti del Centro diocesano si trova in condizioni di grave esclusione abitativa, una quota aumentata del 4% rispetto all’anno precedente.

Questa vulnerabilità emerge anche dal tema della residenza anagrafica: delle 899 persone incontrate nel 2025, il 39% non risulta residente all’anagrafe. Tra queste, molte vivono a Pesaro senza una residenza formale e una parte significativa non possiede neppure una dimora abituale, segnalando condizioni di elevata marginalità sociale e difficoltà di accesso ai diritti fondamentali.


L’analisi mostra inoltre una crescente polarizzazione dell’emergenza abitativa.

Da un lato, il 27% delle persone che hanno richiesto aiuti per affitto, bollette o altre spese legate alla casa ha meno di 45 anni, evidenziando come precarietà lavorativa e aumento del costo della vita colpiscano soprattutto le fasce più giovani.


Dall’altro, il 75% dei proprietari di casa senza mutuo che hanno chiesto sostegno economico ha più di 55 anni, a conferma del fatto che anche il possesso dell’abitazione non garantisce più sicurezza economica quando il reddito non è sufficiente a sostenere le spese di gestione.

La fragilità abitativa coinvolge in modo particolare le persone di origine straniera: esse rappresentano il 59,8% delle persone senza casa o senza tetto e il 78,5% di coloro che vivono in sistemazioni insicure o inadeguate.


Inoltre, tra chi vive queste condizioni, il 38% risulta occupato, dimostrando che il lavoro non sempre è sufficiente a garantire un alloggio stabile.

Nel complesso, i dati mettono in luce l’intreccio tra aumento dei costi dell’abitare, precarietà economica, discriminazioni nell’accesso agli affitti e crescente vulnerabilità sociale.

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