Spiagge: un Bene Comune da Difendere

Stessa spiaggia, stesso mare, ma prezzi diversi.
È questa la triste realtà che si ritrovano ad affrontare gli italiani da ormai diversi anni. Secondo i dati raccolti da Federconsumatori nelle ultime cinque stagioni estive in Italia l’aumento dei prezzi nelle spiagge è stato del 24% e nella scorsa estate il calo di affluenza negli stabilimenti balneari è stato preoccupante, del 20% circa.
In aumento invece i pranzi al sacco, usati quasi da una famiglia su tre, e l’affluenza nelle spiagge libere, diventate negli anni sempre meno.
«Il turismo è cambiato e l’estate non è solo mare» aveva detto l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè, ma questa opzione deve comunque rimanere un diritto per tutti.
Fino agli anni ‘90 trovare spiagge libere, a sottomonte e Baia Flaminia in primis, era scontato, ora una rarità.
Di fronte a un rincaro prezzi generale, di merci e bollette, aumentare anche il costo di lettini e ombrelloni per qualcuno è stato inevitabile, mentre per altri il rischio di perdere la clientela ha prevalso su tutto.
Giancarlo, gestore da venticinque anni di bagni Bibi, ha deciso di non farlo:
«Da noi la clientela è sempre aumentata, poiché il rincaro dei prezzi, l’ultimo nella scorsa stagione, è sempre stato modesto. Considerando il periodo di crisi generale quest’anno abbiamo deciso di non farlo poiché il rischio di perdere clientela sarebbe stato alto».
Ecco grazie a chi ha potuto fare ciò:
«Il Comune di Pesaro e la Regione Marche, sostenendoci nei rifacimenti della spiaggia e nel reintegro della sabbia, ci hanno permesso di piantare qualche ombrellone in più, rientrando così nelle spese e consentendo di non aumentare i prezzi».
Comprensibile comunque la scelta anche di chi ha deciso di alzarli:
«So che, un po’ come accade ormai da anni, alcuni hanno aumentato i prezzi. Il costo dei dipendenti è aumentato rispetto a prima e anche i prezzi sia delle utenze che dell’acqua sono aumentati. Quest’anno abbiamo provato a chiedere un prezzo più ragionevole per l’acqua, ma la richiesta è stata respinta».
Per superare il momento di crisi economica mondiale il sostegno del Comune alle strutture balneari, proprio come è avvenuto a Pesaro, appare probabilmente l’unica via per evitare di rinunciare ad abitudini ormai consolidate.
Per scongiurare la diminuzione delle spiagge libere è necessario incentivare una collaborazione tra gestori balneari e Comune così che tutti ne possano beneficiare.


